tech sull’ottovolante e banche centrali meno hawkish

Buongiorno,

inviamo di seguito ed in allegato il commento “Mercati: tech sull’ottovolante e banche centrali meno hawkish” a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, con una view settimanale sulle principali tematiche globali e sull’andamento dei mercati finanziari.

 

Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

Un caro saluto,

Giorgia

 

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Mercati: tech sull’ottovolante e banche centrali meno “hawkish”

 

A cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte

 

Milano, 07/07/2026

 

  • Settimana in chiaroscuro per i listini azionari, con aumento della volatilità nel comparto dei semiconduttori.
  • Al Forum BCE di Sintra, il presidente della Fed ribadisce la necessità di riportare l’inflazione al 2%, mentre Lagarde assume un tono più “dovish”.
  • Il mercato del lavoro USA di giugno delude le attese: +57mila posti non agricoli e tasso di disoccupazione al 4,2%.
  • Gli operatori prezzano un solo rialzo dei tassi Fed da 25pb entro fine anno; dollaro debole (EUR/USD a 1,14) ma rendimenti in rialzo, con il Treasury trentennale sopra il 5%.
  • Inflazione dell’Area euro di giugno in calo al 2,8% (core al 2,4%): Lagarde assume un orientamento più dovish.
  • In Italia possibile aumento della spesa militare di €17mld nei prossimi due anni; dati macro eterogenei su lavoro, vendite al dettaglio e indice PMI servizi.

 

 

Il Forum BCE di Sintra e le parole della Fed

È stata una settimana in chiaroscuro per i mercati azionari, caratterizzata da un incremento della volatilità nel comparto dei semiconduttori. L’evento più rilevante è stato senza dubbio il forum della BCE a Sintra, durante il quale Warsh, Lagarde e altri esponenti delle principali banche centrali hanno rilasciato dichiarazioni di rilievo.

Il presidente della Fed ha ribadito la necessità di riportare l’inflazione al target del 2%, escludendo la possibilità di tagli dei tassi qualora lo scenario macroeconomico non dovesse migliorare. Pur riconoscendo un’attenuazione del rischio inflazionistico grazie alla tregua in Medio Oriente, ha ribadito la propria contrarietà a basare le decisioni di politica monetaria su proiezioni future. Warsh ha inoltre sottolineato il ruolo centrale dell’intelligenza artificiale, sia come motore per l’economia statunitense sia come strumento a supporto del processo decisionale della Fed.

 

USA: il mercato del lavoro di giugno delude le attese

Sul fronte macroeconomico, il dato più rilevante della settimana è stato il report sul mercato del lavoro statunitense di giugno. Sebbene il tasso di disoccupazione sia sceso al 4,2%, al di sotto delle attese del 4,3%, la creazione di posti di lavoro nel settore non agricolo si è fermata a 57.000 unità, circa la metà delle attese, evidenziando una particolare debolezza nel comparto Leisure&Hospitality. Inoltre, i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso per 74.000 unità, mentre il calo del tasso di disoccupazione è stato influenzato dalla diminuzione del tasso di partecipazione alla forza lavoro, sceso al 61,5%, sui minimi dal 2021. A confermare un quadro del mercato del lavoro più debole del previsto è arrivato anche il dato ADP sull’occupazione nel settore privato, che ha evidenziato 98.000 nuovi occupati rispetto ai 118.000 attesi. Segnali poco incoraggianti sono giunti anche dal comparto manifatturiero: l’indice ISM di giugno è sceso a 53,3 punti, pur rimanendo saldamente in territorio espansivo.

 

La reazione dei mercati: dollaro debole e rendimenti in rialzo

Questa serie di dati macroeconomici, insieme alle dichiarazioni di Warsh al forum di Sintra, ha ridimensionato le aspettative del mercato sulla politica monetaria della Fed. Attualmente gli operatori prezzano un solo rialzo dei tassi da 25 punti base entro la fine dell’anno, rispetto alla possibilità di quasi due rialzi incorporata nei prezzi la settimana precedente. La reazione dei mercati si è tradotta in un indebolimento del dollaro, con il cambio EUR/USD tornato in area 1,14, e in un rimbalzo dei metalli preziosi. Il mercato obbligazionario, invece, si è mostrato più scettico rispetto alle dichiarazioni del presidente della Fed, con un rialzo dei rendimenti lungo tutta la curva e il Treasury trentennale che ha temporaneamente superato il 5%.

 

Area euro: la BCE assume un tono più “dovish”

Anche nell’Area euro si è registrato un orientamento più “dovish” da parte della BCE. L’inflazione al consumo per il mese di giugno è risultata in calo e al di sotto delle attese, passando dal 3,2% al 2,8%, così come l’inflazione core, scesa dal 2,6% al 2,4%. Il dato è stato accompagnato dal discorso di Christine Lagarde al Forum di Sintra della BCE, nel quale ha dichiarato che il rischio inflazionistico appare ora più bilanciato, anche alla luce della tregua in Medio Oriente e del conseguente calo dei prezzi del petrolio. Ha inoltre ribadito la necessità degli interventi sui tassi a giugno e ha richiamato l’attenzione sui limiti di un uso eccessivo della forward guidance, un tema sollevato anche da Warsh. Il mercato attualmente prezza una probabilità di circa il 75% di un ulteriore rialzo dei tassi nel corso dell’anno.

 

Azionario: volatilità in aumento sui semiconduttori

Sul fronte azionario, il settore più in evidenza del momento, quello dei semiconduttori, ha mostrato una volatilità crescente. Le pressioni derivano principalmente dai timori che gli investimenti legati all’intelligenza artificiale possano essere eccessivi, da valutazioni ormai elevate e da una fisiologica rotazione di inizio trimestre.

 

Italia: spesa militare in aumento e dati macro

Per quanto riguarda l’Italia, il Paese potrebbe incrementare le spese in ambito militare di circa 17 miliardi di euro nei prossimi due anni, portando il rapporto spesa/PIL dall’attuale 2,8% al 3,35% entro il 2028, con l’obiettivo di convergere verso il target NATO del 5% del PIL entro il 2035, includendo sia l’equipaggiamento strettamente militare sia le infrastrutture strategiche.

Sul fronte macroeconomico, i dati del mercato del lavoro di maggio hanno evidenziato un tasso di occupazione in lieve calo al 63%, un tasso di disoccupazione pari al 5% della popolazione attiva e un tasso di inattività al 33,6%. Nel mese di maggio, invece, le vendite al dettaglio sono cresciute lievemente rispetto ad aprile (+0,2% in valore e +0,1% in volume), mostrando anche un andamento positivo su base annua (+2,2% in valore e +0,4% in volume), sostenuto soprattutto dalla componente dei beni non alimentari. Nel trimestre marzo–maggio, la dinamica resta positiva (+1,2% in valore e +0,5% in volume), con le performance migliori registrate dall’e-commerce (+12,1%) e dalla grande distribuzione (+1,0% in volume) rispetto a maggio 2025. Per quanto riguarda il settore terziario, arrivano segnali leggermente positivi dagli indici PMI servizi di giugno, con l’indice tornato sopra la soglia di espansione a 50,2 dopo tre mesi di contrazione, sebbene al di sotto delle attese. Secondo le aziende intervistate, la crescita è stata tuttavia limitata dalle tensioni geopolitiche e dalla conseguente incertezza economica.

 

La settimana in arrivo: summit NATO e verbali di Fed e BCE

Sul fronte geopolitico, l’evento più rilevante della settimana sarà il summit NATO in Turchia, che si concentrerà principalmente sull’evoluzione dei piani di spesa militare dei Paesi membri e sulla guerra in Ucraina. Sul fronte economico, l’attenzione sarà invece rivolta ai verbali delle ultime riunioni di Fed e BCE.

 

 

 

Giorgia Cococcioni

BC Communication

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