Stati Generali Trasporti e Logistica – Sada (DHL Express Italy): “Intermodalità leva strategica per la crescita: in un mondo sempre più connesso, serve rafforzare l’accesso delle imprese ai mercati globali”

Antonella Sada (DHL Express Italy): “Intermodalità leva strategica per la crescita: in un mondo sempre più connesso, serve rafforzare l’accesso delle imprese ai mercati globali”

Roma, 18 Giugno 2026 – “Quando si parla di intermodalità si pensa immediatamente a infrastrutture – porti, aeroporti, ferrovie, corridoi logistici – elementi fondamentali. Ma oggi è necessario compiere un salto di prospettiva: l’intermodalità è prima di tutto una leva di politica industriale, perché determina la capacità di un Paese di connettere le proprie imprese ai mercati globali.” Così ha commentato Antonella Sada, Head of Public Affairs, Brand & Communications and Sustainability di DHL Express Italy, intervenuta oggi a Roma agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica.

“In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, ridefinizione delle catene del valore e crescente frammentazione degli scambi, le imprese si trovano ad affrontare una complessità senza precedenti. Eppure i dati raccontano una realtà diversa da quella spesso percepita. Secondo il DHL Global Connectedness Report 2026, realizzato con la NYU Stern School of Business, la globalizzazione non sta arretrando: nel 2025 il commercio mondiale ha registrato la crescita più elevata degli ultimi anni e la distanza media percorsa dalle merci ha superato i 5.000 chilometri, segnando un nuovo record storico. Indicatori chiari di mercati ancora profondamente interconnessi e di imprese che continuano a cercare opportunità oltre i confini nazionali. Per un Paese come l’Italia, che fonda una parte significativa della propria crescita sull’export, questo rappresenta un segnale cruciale. Il mondo si sta riconfigurando e stanno emergendo nuovi poli di domanda: Asia-Pacifico, India, Sud-Est asiatico, America Latina e Paesi del Golfo sono oggi tra i principali motori della crescita globale. È su queste direttrici che il sistema Paese deve rafforzare la propria presenza, ampliando la base esportatrice e accompagnando un numero sempre maggiore di imprese verso i mercati internazionali”, ha continuato Sada.

“In questo scenario, la logistica aerea espressa diventa un asset strategico. L’internazionalizzazione prende forma quando un’impresa decide di spedire il proprio prodotto in un nuovo mercato e ha bisogno di farlo in modo semplice, affidabile e competitivo. Un’esigenza ancora più rilevante in un tessuto produttivo come quello italiano, in cui le PMI rappresentano il 99% delle imprese. Per molte di esse, la possibilità di raggiungere clienti internazionali dipende direttamente dall’accesso a reti globali in grado di ridurre distanza e complessità. Ogni giorno DHL Express collega le imprese italiane a oltre 220 Paesi e territori nel mondo – un numero superiore ai 193 Stati riconosciuti dall’ONU – attraverso un network integrato che combina infrastrutture aeroportuali, connessioni terrestri, capacità doganali, tecnologie digitali e competenze specialistiche. Ma soprattutto aiutiamo le aziende a superare una delle principali barriere all’espansione internazionale: la complessità operativa e regolatoria”, ha aggiunto Sada.

“Oggi la vera sfida non è solo spedire, ma consentire alle imprese di accedere ai mercati, comprendere le normative, gestire i processi doganali e garantire standard di servizio elevati e tempi certi su scala globale. È in questo che la logistica genera valore reale. Per questo crediamo che l’intermodalità debba essere letta in una chiave evoluta: non solo integrazione tra diverse modalità di trasporto, ma integrazione tra infrastrutture, competenze, tecnologie e rete internazionale. Quando questi elementi funzionano insieme, la logistica si trasforma da costo a leva di crescita, contribuendo a rafforzare la resilienza delle filiere, attrarre investimenti e migliorare la competitività del sistema produttivo. Sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane significa contribuire concretamente alla crescita del Paese. Ogni esportazione del Made in Italy rappresenta valore, innovazione e competitività che si affermano sui mercati globali. In un mondo che, dati alla mano, continua a essere fortemente interconnesso, mantenere canali di connessione aperti, efficienti e affidabili è una priorità strategica. Se vogliamo che l’Italia continui a essere una grande economia esportatrice, dobbiamo continuare a investire nelle connessioni che uniscono imprese, mercati e opportunità. Perché oggi la competitività di un Paese si misura anche – e sempre più – dalla sua capacità di restare connesso al mondo”, ha concluso Sada.

Buongiorno

Fabio Santilio

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