Power trio funk-dance capace di infiammare le piste da ballo con un sound tagliente, gli High Fade hanno catturato l’attenzione del pubblico e accumulato oltre 30 milioni di visualizzazioni nel giro di sei mesi dal debutto, oltre ad avere ottenuto una serie di riconoscimenti da pesi massimi della musica tra cui Glenn Hughes, Cypress Hill e Brad Wilk dei Rage Against The Machine.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria da lunedì 7 aprile alle ore 12:00. La prenotazione (Priority Pass) garantisce priorità di ingresso all’evento fino alle 21:15. Dalle 21:15 in poi l’evento sarà aperto a tuttə fino ad esaurimento posti.
Tutte le info su www.torinojazzfestival.it
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Deb Googe (Da Googie) e Cara Tivey sono tra le più blasonate musiciste inglesi in circolazione e i loro nomi compaiono nei credits di molti dei vostri dischi preferiti.
Deb è la bassista dei My Bloody Valentine, ha collaborato con i Primal Scream, fa parte del Thurston Moore Group, ha fondato gli Snowpony con Katharine Gifford degli Stereolab e suona nella (all-female) band di Brix Smith, l’ex chitarrista dei Fall.
Cara è stata collaboratrice storica di Billy Bragg ed ha prestato il suo talento pianistico a band del calibro di Everything But The Girl, Blur, Au Pairs e i Nightingales di Robert Lloy.
Insieme presentano “The Golden Thread”, il loro primo album registrato nello studio casalingo della Googe.
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“Santa Marinella”
Gogol Bordello, “Gypsy Punks Underdog World Strike”, 2005
🎧: Ascolta
La canzone ha un testo in russo ma contiene alcune bestemmie in italiano. Racconta la vita del cantante Eugene Hutz che, fuggendo dall’Ucraina per via del disastro nucleare di Chernobyl, rimase in Italia per qualche mese mentre aspettava di ricevere il visto per emigrare negli Stati Uniti con la sua famiglia. Narra anche di un particolare evento accadutogli a Santa Marinella (o a Palestrina, non è chiaro) quando venne confuso per uno zingaro che aveva rubato qualcosa e arrestato per poi essere liberato qualche giorno dopo. Nella canzone le bestemmie e gli improperi in italiano si riferiscono alle parole che un ragazzo appena diciottenne, esule dal suo paese che si guadagnava da vivere suonando la fisarmonica a piazza Navona, sentiva dire dai Carabinieri che spesso lo facevano allontanare o lo arrestavano per sbaglio.
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