Prodi amaro sullo strappo Renzi-Pisapia: “Non era cosa… bisognerebbe ripartire da zero”

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Quella di Giuliano Pisapia “non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso. Aveva studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa”. Lo dice Romano Prodi che ha partecipato oggi a un dibattito alla manifestazione “Più libri più liberi” a Roma e in mattinata ha incontrato Piero Fassino, mediatore dell’ipotesi di coalizione di centrosinistra.

“Il processo va avanti. Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese. Pisapia ha esplorato e non ha trovato in se stesso o nel gruppo di riferimento motivazioni per andare avanti. E questo mi dispiace”, ha detto il Professore. D’altra parte, osserva Prodi sul palco della manifestazione, “la stessa crisi c’è anche a destra”.

“Il problema – sostiene – è che bisognerebbe ricominciare da capo. Io a suo tempo non ho inventato un granché ma c’era un disegno preciso di mettere insieme forze e contenuti. Mi criticarono per il programma di 400 pagine, ma quello di 140 lettere non è molto più soddisfacente. Un programma politico può anche essere di sei volumi… Ma con una coalizione ampia si deve scrivere. È senso di realismo. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? Pensate non sappiano né leggere né scrivere?”.

Fonte: Huffington Post Italy Athena2

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Redazione Easy News Press Agency

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