PMA TRA OROLOGIO BIOLOGICO E BARRIERE: MENO DI UNA COPPIA SU DUE ACCEDE AI TRATTAMENTIDOCUMENTI DA INVIARE COMPRESSI- I RISULTATI DELL’INDAGINE DEL NETWORK CONVENZIONATO DEMETRA

Gentili amici e colleghi, 
Inviamo in allegato il comunicato in oggetto con infografica dei dati relativi all’indagine dal titolo “Natalià, infertilità e accesso alla PMA in Italia: dati, barriere e soluzioni”  e un company profile del nuovo network. 
Siamo a disposizione per qualunque approfondimento e nel salutarvi vi auguriamo 
buon lavoro
Simonetta de Chiara Ruffo
Daniela Sessa 

 

COMUNICATO STAMPA

 

PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), tra orologio biologico

e barriere: meno di una coppia su due accede ai trattamenti

 

Si stima che solo il 42% delle coppie che potrebbero averne necessità acceda alla medicina della procreazione. A incidere, oltre ai tempi di attesa e ai costi, sono letà delle donne in cerca di una gravidanza e la mancanza di un adeguato supporto psicologico. Il 60% delle donne galleggia in una bolla temporale” di incertezze nella ricerca di informazioni, e il sogno della genitorialità spesso si spezza, con alti livelli di abbandono nei percorsi di fecondazione assistita. I dati da una doppia indagine su donne e centri condotta dal network di PMA convenzionato Demetra


Embargo ore 10.00 del 25 marzo 2026

 

Roma, 25 marzo 2026 – Il percorso della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in Italia è una corsa contro il tempo, dove le barriere emotive e strutturali pesano, ancora oggi, tanto quanto il fattore biologico per una platea di aspiranti madri la cui età media supera largamente i 35 anni. È quanto emerge da una doppia indagine dal titolo: Natalità, infertilità e accesso alla PMA in Italia: dati, barriere e soluzioni”, condotta da Demetra, il network di cliniche PMA convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e parte del gruppo IVIRMA Italia. L’indagine è stata svolta su un campione di 480 donne interessate e coinvolte tramite i Social, e 35 centri di PMA (rappresentativi di oltre il 50% dei cicli effettuati in Italia). 

 

Alla base dello studio vi è una rielaborazione dei dati ISTAT, che restituisce con chiarezza la dimensione del fenomeno: circa 150mila coppie ogni anno potrebbero aver bisogno di ricorrere alla PMA. Eppure, nel 2023 – ultimo anno di rilevazione – solo il 42% è riuscito ad accedere ai trattamenti, con una partecipazione che si riduce ulteriormente tra chi sceglie di proseguire il percorso dopo un primo tentativo non riuscito. Su questo scenario si innestano i risultati dellindagine condotta sul panel di donne, che consentono di entrare nel vissuto concreto del percorso.

Tra le donne coinvolte, quelle in cerca di una gravidanza da oltre 12 mesi hanno prevalentemente tra i 35 e i 40 anni: una fascia di età su cui pesano particolarmente i tempi d’attesa (3,8 su una scala di 5), che assieme ai costi (3,7), sono vissuti come i principali ostacoli, al pari con i fattori emotivi. Oltre 2 donne su 3 hanno provato a rivolgersi al SSN come prima scelta, ma il 43% ha dovuto attendere oltre 3 mesi per una prima visita, così 9 su 10 finiscono per rivolgersi ai centri privati, che scoraggiano invece per i costi.

 

L’orologio biologico non aspetta, ma i dati raccontano di un accesso sempre più tardivo alla medicina della riproduzione” spiega Laura Rienzi, professore Associato nel dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino e direttrice scientifica del Gruppo IVIRMA Italia. Tra chi valuta il percorso, il 78% ha più di 35 anni, mentre il 40% ha superato i 40. Questo ritardo nell’attivazione ha un impatto diretto sugli esiti: tra chi ha vissuto un fallimento o ha deciso di abbandonare, la quota di over 45 è altissima. Spesso la rinuncia avviene già dopo la prima visita, quando la consapevolezza del timing biologico si scontra con una realtà clinica ormai complessa”.

I centri evidenziano i dati del “drop-out” dopo il primo fallimento: tra il 20% e il 50% delle coppie abbandona il percorso al primo esito negativo. Un dato che denuncia una carenza di supporto: il 40% dei centri italiani non monitora questo fenomeno in modo strutturato. Non a caso, la richiesta di supporto psicologico emerge come una necessità: lo richiede il 35% di chi sta valutando e fino al 50% di chi ha già affrontato un percorso di PMA. Non è più un “accessorio”, ma una leva fondamentale per garantire la tenuta della paziente lungo il percorso. La ricerca evidenzia inoltre come le donne italiane che oggi si avvicinano al percorso di PMA siano sempre più informate, connesse e consapevoli. Chi cerca utilizza il web come primo contatto per informazioni, confermate col supporto di un medico, ma che si scontra con una realtà fatta di attese e un carico emotivo che spesso paralizza la decisione finale. Il 60% degli intervistati e interessati alla fecondazione assistita si trova in una fase esplorativa” ed è bloccato dall’indecisione, mentre letà media delle aspiranti madri si alza e il “fattore tempo” diventa il vero discrimine tra il successo e l’abbandono.

 

“Negli ultimi decenni, la genitorialità in Italia si è spostata progressivamente verso età più avanzate, con un’età media al primo figlio di quasi 32 anni per le madri – la più alta d’Europa – e una crescente incidenza di nascite da madri over 40 – afferma Cinzia Castagnaro, ricercatrice ISTAT. Nel 2024 la fecondità ha raggiunto il minimo storico con 1,18 figli in media per donna. La fecondità bassa e tardiva rende dunque il nostro Paese un caso di studio unico. Nel 2023 la Procreazione medicalmente assistita ha contribuito per il 3,9% alla fecondità totale (numero medio di figli per donna). Sebbene la quota rimanga ancora piuttosto contenuta, l’incidenza sulla fecondità totale è quasi raddoppiata nell’arco di un decennio. La rilevanza della PMA cresce significativamente con l’aumentare dell’età materna: tra le donne con più di 40 anni, il 17,2% della fecondità totale è attribuibile a tecniche di procreazione medicalmente assistita. Un’incidenza che sale fino al 32,1% se si considerano le donne che diventano madri per la prima volta dopo i 40 anni, segnalando come la PMA rappresenti un canale sempre più cruciale per la transizione alla maternità in età avanzata”.

 

Con il nuovo network di Demetra vogliamo dare il nostro contributo ai bisogni delle coppie che, come abbiamo visto attraverso la nostra indagine, chiedono tempi più rapidi, minori barriere economiche e un approccio multidisciplinare per poter intraprendere con maggiore fiducia un percorso di fecondazione assistita,” afferma Blasco de Felice, Amministratore Delegato del gruppo IVI RMA Italia, di cui Demetra è parte. Il nostro impegno è rendere l’alta specializzazione accessibile attraverso una rete che ottimizza i costi, mantenendo la qualità del trattamento. E vogliamo essere presenti laddove c’è bisogno, garantendo lo stesso standard d’eccellenza da nord a sud. Troppo spesso le coppie sono costrette a ‘viaggi della speranza’ che aggiungono peso a una situazione già delicata

 

 

 

 

 

 

 

CREDITS – DEMETRA

 

Demetra è il network di PMA privato convenzionato più scelto dagli Italiani. Un Network di centri specializzati in Procreazione Medicalmente Assistita e genetica pre-impianto. 

Il network Demetra si compone di due principali centri di PMA, Demetra Firenze e Demetra Bergamo, di tre ambulatori rispettivamente a Roma, Bologna, Milano e di studi medici affiliati a Pescara, Lido di Camaiore, Lucca, Giulianova, Napoli, Bari, Cosenza e Crotone, garantendo una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.  Con oltre 100 professionisti, tra cui 26 Medici specializzati in PMA e 20 Biologi, Demetra propone un modello scalabile che unisce qualità clinica, sostenibilità economica e prossimità territoriale, con oltre 20.000 bambini nati.

Fondata nel 1994, la sede di Firenze è la prima clinica da cui ha avuto origine e si è sviluppato lintero network Demetra. Con la sua illustre storia trentennale, rappresenta un punto di riferimento per la Procreazione Medicalmente Assistita in Italia. Insieme a Firenze, il Policlinico Ponte San Pietro di Bergamo ha assunto un ruolo centrale per il network, portando con sé esperienza, qualità clinica e un bacino territoriale strategico. Lunione di queste due realtà complementari e strategiche ha dato vita a un network ancora più ampio, autorevole e qualitativo, capace di garantire eccellenza e vicinanza ai pazienti su più territori.

Per informazioni e contatti stampa:

image.png

Simonetta de Chiara Ruffo – 3343195127

extsdechiararuffo@homnya.com

simonettadechiara@gmail.com

 

Daniela Sessa – 3358498175

extdsessa@homnya.com

danielasessa66@gmail.com

   

8a4d4e79-1171-4d49-b50b-571b21203b5e.png
 

Francesca Pozzilli -.3429291622

Responsabile comunicazione

Francesca.pozzilli@ivirma.com

Easy News television
Easy News Channel
ARTICOLI RECENTI