L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “C’è il rischio di una manovra correttiva”

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“Il rispetto delle regole del braccio preventivo è di nuovo a rischio di deviazione significativa. Come avvenuto nello scorso anno, nell’ambito della sorveglianza europea potrebbe emergere la richiesta di misure correttive che riportino il saldo a un livello coerente con il rispetto delle regole”. Lo scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio nell’ultimo Focus dedicato alla finanza pubblica, spiegando che esiste una differenza tra le previsioni di aggiustamento strutturale del governo contenute nel Dpb e quelle della Commissione Ue.

Cancellare, in parte o in tutto, le clausole di salvaguardia nei prossimi anni, sostituendole con coperture alternative, è una prospettiva “particolarmente ardua alla luce della riduzione progressiva dei margini di contenimento di molte voci del bilancio pubblico dopo le manovre correttive dell’ultimo decennio e dei più ristretti gli spazi di flessibilità ancora disponibili nell’ambito delle regole di bilancio”. Lo afferma l’Upb nell’ultimo focus dedicato alla finanza pubblica italiana.

Nel biennio 2019-2020 gran parte del miglioramento dei conti pubblici, spiega l’Autorità, è connesso alle clausole dalle quali sono attesi introiti per 12,5 miliardi nel 2019 e circa 19,2 miliardi nel 2020. La disattivazione totale della clausola per il 2018, di oltre 15,7 miliardi, è stata in larga parte finanziata in deficit, sfruttando margini di flessibilità delle regole di bilancio. “Al momento, a livello europeo, non sembrano esistere margini per la concessione di ulteriore flessibilità nei prossimi anni”, evidenzia l’Upb.

“La spesa pensionistica in Italia si attesta su livelli ben superiori in percentuale del Pil rispetto a quelli degli altri principali paesi europei ed è prevista accelerare nel triennio di programmazione. Ciononostante, grazie alle varie riforme attuate dagli anni novanta, essa risulta più sostenibile nel lungo periodo”. Lo afferma l’Ufficio parlamentare di bilancio nel focus dedicato alla finanza pubblica italiana, in cui giudica “difficile pensare che significativi recuperi di risorse possano derivare da questo comparto”. Al contrario, sottolinea l’Autorità guidata da Giuseppe Pisauro, “la sostenibilità potrebbe essere messa a rischio in caso di revisioni, senza copertura finanziaria nell’ambito dello stesso settore, del sistema previdenziale attuale, e in particolare dell’ultima rilevante riforma attuata a fine 2011, che consente notevoli risparmi anche in prospettiva”. Il riferimento è alla legge Fornero approvata dal governo Monti nel dicembre di sette anni fa.

Fonte: Huffington Post Italy Athena2

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Redazione Easy News Press Agency

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