LAVORO/MELONI – SFORZINI: “NON BASTA CREARE POSTI: BISOGNA CREARE POTENZA ITALIANA” — Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): “Il governo confonde l’occupazione con la strategia nazionale”

LAVORO/MELONI – SFORZINI: “NON BASTA CREARE POSTI: BISOGNA CREARE POTENZA ITALIANA” — Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): “Il governo confonde l’occupazione con la strategia nazionale”

Castello Sforzini di Castellar Ponzano —
«Il vero problema dell’Italia non è soltanto quanti lavorano. È per cosa lavorano, in quale sistema economico, a vantaggio di chi e con quale prospettiva storica. Ridurre il destino nazionale a una contabilità tra occupati stabili e precari significa accettare una visione amministrativa e non civile dell’economia».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.

«Anche ammesso che i numeri rivendicati dal governo siano corretti, resta una domanda gigantesca: questi nuovi occupati stanno costruendo la forza industriale, tecnologica, energetica e geopolitica dell’Italia? Oppure stanno semplicemente alimentando un sistema subordinato, fragile, dipendente dall’esterno e fondato su salari bassi, turismo di massa, terziario povero e sopravvivenza assistita?».

Secondo il Centro Studi Rinascimento Nazionale, «la destra italiana rischia di adottare inconsapevolmente la stessa cultura economicista della sinistra tecnocratica europea: PIL, statistiche, indicatori, bonus, percentuali. Ma una Nazione non vive di grafici. Vive di visione storica, di produzione strategica, di sovranità reale».

«Noi — prosegue Sforzini — non sogniamo semplicemente più contratti stabili. Sogniamo una civiltà italiana che torni a produrre acciaio, energia, ricerca avanzata, intelligenza artificiale, difesa, cantieristica, cultura alta, grandi opere, tecnologia proprietaria, finanza nazionale. Il tema non è avere più camerieri o più riders col contratto corretto. Il tema è tornare a essere una potenza».

Durissima anche la critica alla “cabina di regia per il Sud”.
«Il Sud non ha bisogno dell’ennesima cabina di regia romana. L’Italia è piena di cabine di regia, commissari, tavoli tecnici, osservatori, task force e piani strategici che producono carta e dipendenza. Il Sud ha bisogno di una rivoluzione infrastrutturale, industriale e culturale. Ha bisogno di zone economiche radicalmente speciali, fiscalità aggressiva, porti militarmente ed economicamente centrali nel Mediterraneo, nucleare, alta formazione tecnica, riconquista demografica e lotta vera alla desertificazione produttiva».

«Continuare a misurare il successo di una Nazione soltanto col numero dei contratti significa accettare una mentalità da ragioneria ministeriale. Una classe dirigente degna di questo nome dovrebbe chiedersi altro: quanta sovranità abbiamo recuperato? Quanta produzione strategica controlliamo? Quanti giovani italiani migliori stiamo trattenendo? Quanta forza geopolitica stiamo accumulando?».

Sforzini conclude:
«L’Italia non può limitarsi a diventare un territorio ordinato dell’economia globale. Deve tornare ad avere ambizione storica. Il problema non è soltanto creare lavoro. Il problema è creare destino».

www.rinascimentonazionale.it/

Luca Sforzini – Presidente
Centro Studi Rinascimento Nazionale
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