Gentili amici e colleghi,
Alleghiamo i comunicati stampa che seguono:
1- La nuova frontiera della fertilità si chiamaMedicina Predittiva;
2– dall’ansia del fallimento al percorso su misura, così tre ricerche italiane ridisegnano la procreazione medicalmente assistita.
Siamo a disposizione per eventuali approfondimenti con i nostri esperti.
Buon lavoro e grazie sempre per la vostra attenzione
Simonetta de Chiara Ruffo
COMUNICATO STAMPA N. 1
ESHRE 42nd Annual Meeting – Londra, 5-8 luglio 2026
La nuova frontiera della fertilità si chiamaMedicina Predittiva
Le nuove frontiere della biologia riproduttiva sono state presentate all'ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) in corso a Londra. Il focus è sullo studio dei messaggi molecolari che anticipano la qualità ovocitaria e gli algoritmi in grado di valutare il potenziale dell'embrione nelle prime 24 ore
Londra, 7 luglio 2026 – La medicina della riproduzione sta varcando la frontiera della predittività. L'obiettivo della ricerca scientifica non è più intervenire quando l'infertilità emerge, ma imparare a leggere con precisione i segnali biologici precocissimi, che possono orientare specialisti e pazienti verso indagini e terapie che aiutino a determinare il successo di una gravidanza. All'ESHRE 2026 (European Society of Human Reproduction and Embryology), in corso a Londra dal 5 all’8 luglio, la biologia molecolare e la tecnologia digitale si fondono per comprendere meglio le primissime fasi dello sviluppo della vita.
“In uno scenario in cui l’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati, la medicina predittiva, coadiuvata dall’Intelligenza Artificiale, potrà consentire trattamenti sempre più mirati, equi e sostenibili. Per questo è importante l’informazione e la formazione dei professionisti della sanità, per renderli capaci di interpretare l’innovazione tecnologica e di valutare l’impatto reale sulla vita delle persone”. Queste le parole della Prof.ssa Laura Rienzi, Professore Associato del Dipartimento di Scienze Biomolecolari all’Università di Urbino e Direttore Scientifico di IVIRMA Italia. “Il rischio è confondere la complessità dell’algoritmo con il progresso clinico, finendo per applicare l’IA in ambiti dove il margine di miglioramento è biologicamente limitato” aggiunge la professoressa Rienzi. “Quello di cui i clinici hanno bisogno è mettere insieme l’enorme mole di nuove conoscenze e sintetizzarle per definire modelli di intervento più efficienti e disegnare percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati per chi desidera intraprendere un progetto di genitorialità”.
I micro-RNA: i segnali che conferiscono competenza all’ovocita
All’interno del follicolo ogni ovocita è circondato da cellule di supporto chiamate cellule del cumulo. Una nuova ricerca dell’Università di Pavia in collaborazione con il centro Genera di Roma intitolata Human cumulus cell-derived miRNAs regulate pathways underlying oocyte maturation and developmental competence (1) ha evidenziato che queste cellule comunicano attivamente con l'ovocita anche attraverso minuscole molecole -i microRNA – che possono influenzare il suo sviluppo e le primissime fasi di vita dell'embrione. Sono stati valutati 24 di questi microRNA che hanno un ruolo chiave: alcuni sono coinvolti nel momento in cui l'embrione “accende” per la prima volta il proprio patrimonio genetico. Se questo passaggio non avviene correttamente, lo sviluppo embrionale può arrestarsi. La prospettiva concreta è quella di un'analisi non invasiva, cioè senza toccare l'ovocita, capace di leggere questi segnali molecolari e prevedere in anticipo quali ovociti possano avere maggiori possibilità di sviluppo. Nel futuro, specifici miRNA potrebbero invece essere addizionati ai terreni di maturazione ovocitaria o coltura embrionale per incrementare la competenza del gamete femminile.
L’aiuto proveniente dagli embrioni “recuperati”
Uno studio effettuato presso le cliniche scandinave Livio, parte della IVIRMA Global Research Alliance, e coordinato da ricercatori del gruppo IVIRMA Italia intitolato From atypical fertilization to last-chance success: the real clinical value of 1PN-embryos in IVF (2) dimostra che gli embrioni cosiddetti 1PN possono essere una risorsa importante per gli aspiranti genitori. All’interno degli oociti fecondati in modo “convenzionale”, infatti, si osservano due piccole strutture rotonde, i pronuclei, uno di origine materna e uno paterno. Quando ne compare uno solo, si parla di embrione 1PN: in passato questi embrioni venivano considerati atipici e non utilizzati clinicamente. I ricercatori di questo studio li hanno tenuti in coltura lasciandoli crescere in vitro. Si è scoperto che nel 90% dei casi si arrestano entro il quinto giorno di coltura, ma quando riescono a svilupparsi fino allo stadio di blastocisti, offrono possibilità cliniche comparabili a embrioni fecondati convenzionali, con decine di bambini nati sani. Utilizzarli quindi come “ultima opportunità” può aumentare in modo significativo le probabilità complessive di avere un bambino in casi selezionati. Nel caso in cui una coppia non abbia altri embrioni a disposizione, l'uso di questi embrioni aumenta le probabilità di successo fino al 23% in più.
L’Intelligenza Artificiale “spiegabile” legge il futuro nelle prime 24 ore
Grande protagonista di questa edizione del congresso è l'Intelligenza Artificiale, che adesso diventa anche “spiegabile” (titolo dello studio: Explainable AI reveals cytoplasmic dynamics and morphodynamic features during early development predictive of blastulation) (4), in grado cioè di mostrare ai biologi i dettagli clinici su cui si basa l'algoritmo. In uno studio coordinato dai ricercatori di IVIRMA Italia e del Centro Genera di Roma, in collaborazione con i Dipartimenti Biologia e Biotecnologie e di ingegneria industriale e dell'informazione dell’Università di Pavia, la tecnologia è stata addestrata analizzando oltre 3 milioni di immagini di embrioni nelle prime ore di sviluppo ed ha dimostrato di poter stimare già entro le prime 24 ore dalla fecondazione se un embrione ha buone probabilità di svilupparsi correttamente. Secondo l'algoritmo, i momenti decisivi si concentrano in due finestre temporali precise: nelle prime 5 ore e intorno alla ventesima ora, dopo che lo spermatozoo ha incontrato l'ovocita. In quei momenti, l'intelligenza artificiale riesce a cogliere piccolissimi movimenti interni all'embrione invisibili all'occhio umano. Si comporta come un osservatore che non perde un attimo delle ore cruciali e in futuro potrebbe supportare i clinici nella scelta dell'embrione migliore nel momento giusto, rendendo il percorso verso la gravidanza più preciso e più veloce, in modo più oggettivo e non invasivo.
“Oggi siamo in grado di raccogliere enormi quantità di dati clinici, genetici e di laboratorio e l’Intelligenza Artificiale ci permetterà sempre più di integrarli, identificando connessioni invisibili all'occhio umano e rendendo la PMA più sistematica” spiega Danilo Cimadomo Professore associato delll’Università di Pavia e collaboratore scientifico di IVIRMA Italia. “Questo approccio ci aiuterà a fare luce sulla cosiddetta 'black box' dell’impianto embrionario, che rappresenta ancora oggi uno dei principali limiti della procreazione assistita. L’integrazione di queste tecnologie presentate all'ESHRE dimostra che la medicina della riproduzione sta diventando sempre più sartoriale” conclude l’esperto “ma l'algoritmo non sostituirà mai il ruolo clinico e l'empatia umana del medico. L'IA è e resterà un fondamentale supporto alle decisioni, capace di fornire alle pazienti stime reali e percorsi personalizzati, con l’obiettivo di ridurre l'impatto emotivo ed economico del percorso terapeutico“.
Bibliografia Comunicato n. 1
1) Human cumulus cell-derived miRNAs regulate pathways underlying oocyte maturation and developmental competence
Authors:
Giulia Brazzale1, Giulia Fiorentino1, Valeria Merico1, Marilena Taggi2, Federica Innocenti2, Fanì Konstantinidou3,4, Valentina Gatta3,4, Daria Maria Soscia5,6, Felicia De Falco5, Alberto Vaiarelli5, Filippo Maria Ubaldi5,7, Laura Rienzi2,8, Silvia Garagna1, Danilo Cimadomo1,2, Maurizio Zuccotti1.
Affiliations:
1 Department of Biology and Biotechnology “Lazzaro Spallanzani”, University of Pavia, Pavia, Italy.
2 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy.
3 Department of Neuroscience, Imaging and Clinical Sciences, School of Medicine and Health Sciences, “G. d'Annunzio” University of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
4 Unit of Molecular Genetics, Center for Advanced Studies and Technology (CAST), “G. d'Annunzio” University of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
5 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy.
6 Department of Biomedicine and Prevention, Tor Vergata University, Rome, Italy.
7 Department of Pharmacy, Health and Nutritional Sciences, University of Calabria, Rende, Italy.
8 Department of Biomolecular Sciences, University of Urbino “Carlo Bo”, Urbino, Italy.
2) From atypical fertilization to last-chance success: the real clinical value of 1PN-embryos in IVF – Authors: Aisling Ahlström1 , Ali Khatibi Esfangani1 , Jonas Gudmunsén1, Giovanni Coticchio2 , Erkan Kalafat3 , Christian Simon Ottolini4,5 , Antonio Capalbo4,6,7 , Laura Rienzi3,8 , Danilo Cimadomo9,3
Affiliations:
1IVIRMA Global Research Alliance, Livio, Goteborg, Sweden.
2IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
3Division of Reproductive Endocrinology and Infertility, Koc University School of Medicine, Istanbul, Turkey.
4IVIRMA Global Research Alliance, Juno Genetics, Rome, Italy
5Institute for Women's Health, Department of Maternal and Fetal Medicine, University College London, London, United Kingdom.
6Centre for Advanced Studies and Technology (CAST), University “G. d'Annunzio” of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
7 Department of Neuroscience, Imaging and Clinical Sciences, School of Medicine and Health Sciences, University “G. d'Annunzio” of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
8University of Urbino, Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
9University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology “Lazzaro Spallanzani”, Pavia, Italy
3) Investigating technical variability in trophectoderm biopsy: implications for PGT data quality, re-biopsy and live-birth
Authors: Valentina Casciani 1,2, Greta Chiara Cermisoni 1, Federica Innocenti 3, Marilena Taggi 3, Alfredo Stati 4, Valeria Capaldi 5, Laura Albricci 1, Francesco Chimienti 1, Laura Albricci 1, Laura Rienzi 3,6, Antonio Capalbo 7,8,9, Danilo Cimadomo 4,3, Christian Simon Ottolini 7,10
Affiliations:
1 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy
2 University of Campania “Luigi Vanvitelli”, Department of experimental medicine, Naples, Italy
3 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
4 University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology 'Lazzaro Spallanzani', Pavia, Italy
5 IVIRMA Global Research Alliance, IVI Rome, Rome, Italy
6 University of Urbino “Carlo Bo”, Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
7 IVIRMA Global Research Alliance, Juno Genetics, Rome, Italy
8 Centre for Advanced Studies and Technology (CAST), University “G. d'Annunzio” of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
9 Department of Neuroscience, Imaging and Clinical Sciences, School of Medicine and Health Sciences, University “G. d'Annunzio” of Chieti-Pescara, Chieti, Italy.
10 Institute for Women's Health, Department of Maternal and Fetal Medicine, University College London, London, United Kingdom.
4) Explainable AI reveals cytoplasmic dynamics and morphodynamic features during early development predictive of blastulation
Authors: Andrea Fantinato1,7, Lorenzo Corso2,7, Margherita Isernia1, Emirhan Kayar2, Giulia Fiorentino1, Giovanna Nicora2, Marcos Meseguer3, Marilena Taggi4, Federica Innocenti4, Giovanni Coticchio4, Alberto Vaiarelli5, Laura Rienzi4,6, Riccardo Bellazzi2, Maurizio Zuccotti1, Danilo Cimadomo1,4
Affiliations:
1 University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology 'Lazzaro Spallanzani', Pavia, Italy
2 University of Pavia, Department of Electrical, Computer and Biomedical Engineering, Pavia, Italy
3 IVIRMA Global Research Alliance, IVI Valencia, Valencia, Spain
4 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
5 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy
6 University of Urbino “Carlo Bo”, Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
*Credits IVIRMA Italia
IVIRMA Italia è parte di IVIRMA Global, gruppo leader a livello internazionale nella medicina della riproduzione, che comprende in Italia i centri IVI, Demetra e Genera. Opera sul territorio nazionale attraverso una rete di centri specializzati, offrendo percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita basati su elevati standard di qualità clinica, personalizzazione delle cure e integrazione tra assistenza, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. IVIRMA Italia impiega oltre 500 professionisti ed è riconosciuta come punto di riferimento nel settore della medicina riproduttiva.
COMUNICATO STAMPA N. 2
ESHRE 42nd Annual Meeting – Londra, 5-8 luglio 2026
PMA: dall’ansia del fallimento al percorso su misura, così tre ricerche italiane ridisegnano la procreazione medicalmente assistita
All'ESHRE 2026 di Londra, tre studi italiani spostano la medicina della riproduzione da una logica di tentativi isolati a un progetto di genitorialità personalizzato. Abbandono precoce, potenziale biologico della coppia e continuità delle cure diventano le nuove bussole di riferimento per i clinici
Londra, 7 luglio 2026 – Per molte coppie che intraprendono un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), l'incertezza comincia prima del primo tentativo: non sapere se si arriverà in fondo, se vale la pena continuare dopo un insuccesso, non avere strumenti per capire se e come proseguire. Oggi però la ricerca scientifica ha trasformato il volto della PMA, cambiandone il paradigma, trasformandola da tecnica del tentativo a medicina della genitorialità, in grado di accompagnare le coppie lungo un percorso disegnato su misura. E’ quanto mettono in evidenza tre studi italiani presentati all'Annual Meeting dell'European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) 2026, in corso a Londra dal 5 all’8 luglio.
Molte coppie si fermano prima ancora di iniziare
Lo indica una revisione sistematica guidata dalla Dottoressa Federica Battista (1), che masterizzanda presso l’Università di Pavia e ginecologa del Centro Genera di Roma, che ha analizzato 55 studi pubblicati tra il 1984 e il 2025. Lo studio introduce anche il concetto di non-conversion rate, cioè il mancato avvio del trattamento dopo la prima consulenza clinica: un momento precoce e spesso poco visibile di scoraggiamento, che riguarda il 23% dei pazienti nel privato e il 12% nel pubblico. Pesano su questi numeri diversi fattori, tra cui la prognosi clinica, i ripetuti insuccessi, l’età materna, il carico psicologico, gli aspetti economici e quelli organizzativi. Per questo, secondo gli autori, la continuità delle cure deve diventare un indicatore centrale nella valutazione dell’efficacia della PMA.
“Il successo della PMA non può essere letto solo come esito del singolo ciclo”, spiega Alberto Vaiarelli, coordinatore Medico Scientifico del centro Genera Roma e co-coordinatore del Master in Biologia e Biotecnologia della riproduzione, dalla Ricerca alla Clinica dell’Università di Pavia. “Dobbiamo considerare il percorso nel suo insieme: quante coppie arrivano davvero al trattamento, quante riescono a proseguire dopo un insuccesso, quanti ovociti abbiamo a disposizione e quale potenziale biologico hanno. È questa integrazione tra dati clinici e accompagnamento della coppia che può rendere il counselling realmente personalizzato”.
Ogni ovocita conta, ma il profilo della coppia conta di più
Quanto pesa, concretamente, il potenziale biologico di una coppia sulle possibilità di avere un figlio? Due studi coordinati da ricercatori del centro Genera di Roma e IVIRMA* Global Research Alliance provano a rispondere con i numeri: la continuità del percorso è decisiva anche perché ogni ovocita maturo recuperato può contribuire al progetto familiare. Uno studio guidato dalla ginecologa Erika Pittana (2), dottoranda del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata, di IVIRMA Global Research Alliance e ginecologa del centro Genera di Roma, ha analizzato 6.507 coppie sottoposte fino a sei tentativi di fecondazione in vitro entro tre anni, tra il 2010 e il 2020. I risultati mostrano che ogni ovocita maturo recuperato in più è associato a un aumento del 5,4% delle possibilità di ottenere almeno un nato vivo e del 6,5% di ottenere due nati vivi entro tre anni. È il cuore del concetto di family-building: non misurare la PMA solo sul singolo trattamento, ma sul progetto riproduttivo complessivo.
Il numero di ovociti, però, non basta da solo a spiegare le possibilità di successo. Un secondo studio, presentato dal Dottor Pasquale Petrone (3), ginecologo presso il centro IVI di Roma e parte della IVIRMA* Global Research Alliance, ha analizzato 5.793 coppie e 37.514 ovociti maturi raccolti tra il 2010 e il 2020, valutando la probabilità stimata che un singolo ovocita maturo contribuisca a un nato vivo.
Il valore medio osservato è pari al 7,7%, ma cambia in base al profilo clinico della coppia: ogni anno in più di età materna è associato a una riduzione dello 0,9%, mentre la presenza di un grave fattore maschile comporta un’ulteriore riduzione del 2%. Secondo gli autori, questi dati rafforzano il ruolo di strategie più personalizzate, efficienti nei tempi e orientate alla continuità del percorso. Nei casi selezionati, percorsi più rapidi e strategie multiciclo, come la doppia stimolazione ovarica nello stesso ciclo (la DuoStim), potrebbero aiutare a ridurre il carico complessivo del trattamento. Servono però ulteriori studi prospettici per valutarne l’impatto sul tasso di abbandono.
“Parlare di PMA oggi significa uscire dalla logica del ‘dentro o fuori’ al primo tentativo”, conclude Vaiarelli. “Ogni coppia ha una storia clinica diversa, una diversa riserva ovarica, un diverso potenziale biologico e anche una diversa capacità di sostenere il percorso. Per questo la medicina della riproduzione deve essere sempre più predittiva, personalizzata che tiene conto anche del carico emotivo e per questo capace di accompagnare le persone nel tempo”.
Bibliografia Comunicato n. 2
1) Treatment discontinuation in IVF: an in-depth characterization across different settings
Authors
Federica Battista1,2, Valeria Perone1, Giosuè Giordano Incognito3, Marilena Taggi4, Federica Innocenti4, Alessandro Ruffa1, Erika Pittana1,5, Giuseppe Ettore3, Carla Ettore3, Silvia Colamaria1, Laura Rienzi4,5, Rossella Elena Nappi 7,8, Danilo Cimadomo2,4, Alberto Vaiarelli1
Affiliations
1 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy
2 University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology “Lazzaro Spallanzani”, Pavia, Italy
3 Obstetrics and Gynecology Unit, Maternal Child Department, ARNAS Garibaldi Nesima, 95122 Catania, Italy
4 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
5 Department of Biomedicine and Prevention, University Tor Vergata of Rome, Rome, Italy
6 University of Urbino 'Carlo Bo', Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
7 Research Center for Reproductive Medicine, Gynecological Endocrinology and Menopause, IRCCS S. Matteo Foundation, Pavia, Italy
8 Department of Clinical, Surgical, Diagnostic and Paediatric Sciences, University of Pavia, Pavia, Italy
2) A family-building perspective in IVF: the contribution of each additional oocyte to cumulative live birth rate
Authors: Erika Pittana 1,2 Pasquale Petrone 3 Alessandro Ruffa 1 Federica Battista 1,4 Federica Innocenti 5 Marilena Taggi 5 Veronica Morgante 1 Cindy Argento 1 Silvia Colamaria 1 Maddalena Giuliani 1 Susanna Ferrero 1 Laura Rienzi 5,6 Filippo Maria Ubaldi 1,7 Danilo Cimadomo 4,5
Alberto Vaiarelli 1
Affiliations:
1 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy
2 Department of Biomedicine and Prevention, Tor Vergata University, Rome, Italy.
3 IVIRMA Global Research Alliance, IVI, Rome, Italy
4 University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology “Lazzaro Spallanzani”, Pavia, Italy
5 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
6 University of Urbino, Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
7 University of Calabria, Department of Pharmacy and Health Science and Nutrition, Rende, Italy
3) From eggs to babies: outlining the competence of each single oocyte and the impact of intrinsic and extrinsic factors
Authors: Pasquale Petrone 1 Erika Pittana 2,3 Alessandro Ruffa 2Federica Battista 2,4Federica Innocenti 5Marilena Taggi 5Marta Stoppa 2Cindy Argento 2Silvia Colamaria 2Maddalena Giuliani 2Francesco Gebbia 1Laura Rienzi 5,6Filippo Maria Ubaldi 2,7Danilo Cimadomo 4,5 Alberto Vaiarelli 1
Affiliations:
1 IVIRMA Global Research Alliance, IVI, Rome, Italy
2 IVIRMA Global Research Alliance, Genera, Clinica Valle Giulia, Rome, Italy
3 Department of Biomedicine and Prevention, Tor Vergata University, Rome, Italy.
4 University of Pavia, Department of Biology and Biotechnology “Lazzaro Spallanzani”, Pavia, Italy
5 IVIRMA Global Research Alliance, IVIRMA Italia, Rome, Italy
6 University of Urbino, Department of Biomolecular Sciences, Urbino, Italy
7 University of Calabria, Department of Pharmacy and Health Science and Nutrition, Rende, Italy
Credits:
Genera è il principale gruppo italiano specializzato nella diagnosi e cura dell’infertilità. Con sede in sette centri specializzati nelle principali città italiane, il gruppo offre oltre 9.000 trattamenti ogni anno e vanta una vasta
esperienza nella medicina e biologia della riproduzione. Genera utilizza tecnologie avanzate per la diagnosi e il trattamento dell’infertilità, offrendo tutte le tecniche riproduttive assistite (ART). L’adozione di strumenti all’avanguardia, come l’intelligenza artificiale, garantisce la precisione della diagnosi e la superiorità dei risultati clinici. Genera è riconosciuto a livello internazionale per la sua eccellenza grazie alla professionalità̀ degli operatori, all’aggiornamento scientifico, all’impegno nella ricerca e all’utilizzo delle più̀ moderne apparecchiature e procedure di laboratorio.
Per maggiori informazioni: https://www.generapma.it/
Per informazioni e contatti stampa:

Simonetta de Chiara Ruffo – 3343195127
Daniela Sessa – 3358498175
