USA: inflazione stabile al 2,4% mentre i mercati guardano a energia e geopolitica
A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm*
Milano, 11 marzo 2026 – L’inflazione negli Stati Uniti a febbraio è rimasta sostanzialmente stabile: l’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 2,4% su base annua, mentre l’inflazione core – che esclude le componenti più volatili come generi alimentari ed energia – è risultata pari al 2,5%. È tuttavia importante ricordare che questi dati sono stati rilevati prima dell’escalation del conflitto tra Usa e Iran e che i numeri sull’inflazione di marzo potrebbero mostrare pressioni al rialzo, a seguito del forte aumento dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi giorni e della rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz.
È quindi probabile che i mercati non attribuiscano troppo peso ai dati di febbraio, mantenendo invece lo sguardo puntato sull’andamento dei prezzi energetici e sulle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che avranno un ruolo cruciale per le prossime mosse di politica monetaria. Al momento, la Federal Reserve è attesa mantenere i tassi di interesse invariati nel corso della riunione del 18 marzo, ma il recente balzo dei prezzi dell’energia ha portato a ridimensionare le aspettative di tagli nel corso dell’anno: dalle precedenti stime di due o tre riduzioni da 25 punti base l’una, si è passati ora a prevederne solo una o due.



