Geopolitica in parziale distensione, ma lo shock energetico continua a guidare i mercati

Buongiorno,

inviamo di seguito ed in allegato il commento “Geopolitica in parziale distensione, ma lo shock energetico continua a guidare i mercati” a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, con una view settimanale sulle principali tematiche globali e sull’andamento dei mercati finanziari.

 

Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

Un caro saluto,

Giorgia

 

***

 

Geopolitica in parziale distensione, ma lo shock energetico continua a guidare i mercati

 

A cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte

 

Milano, 08/04/2026

  • Prime aperture diplomatiche tra USA e Iran favoriscono un temporaneo ritorno del risk-on, con calo dei prezzi energetici; il contesto resta tuttavia fragile, con rischio escalation ancora elevato e premio geopolitico incorporato nelle quotazioni.
  • In Italia, l’inflazione si mantiene contenuta (+1,5% a marzo) grazie anche alle misure sui carburanti, ma emergono segnali di debolezza nel settore dei servizi, con il PMI sotto la soglia di espansione e pressioni sui costi legate a energia e carburanti.

 

Geopolitica ed energia: primi segnali di distensione, ma rischio ancora elevato

Il contesto geopolitico in Medio Oriente resta il principale driver dei mercati finanziari, sebbene nelle ultime ore siano emersi i primi segnali di potenziale distensione.

Torna il «risk-on» sui mercati, con l’arrivo di un’intesa preliminare tra USA e Iran per l’instaurazione di un cessate il fuoco della durata di due settimane grazie alla mediazione pakistana. L’accordo, giunto a ridosso della scadenza dell’ultimatum statunitense, prevederebbe la disponibilità da parte americana a discutere un piano in dieci punti proposto dall’Iran per la cessazione delle ostilità.

Tra gli elementi più rilevanti della proposta iraniana vi sarebbe, oltre all’interruzione degli attacchi verso la Repubblica Islamica e i suoi alleati regionali, anche il riconoscimento di una gestione congiunta dello Stretto di Hormuz tra Iran e Oman, accompagnata dall’introduzione di una tariffa di transito (stimata intorno ai 2 milioni per passaggio), destinata a finanziare la ricostruzione iraniana.

La reazione di Teheran rimane tuttavia improntata alla cautela: le autorità iraniane hanno confermato la partecipazione ai negoziati, pur dichiarando una “completa sfiducia” nei confronti della controparte statunitense. I primi incontri diretti tra le parti sono attesi nei prossimi giorni in Pakistan.

Nel frattempo, la situazione operativa nell’area resta estremamente delicata. Nel Golfo Persico risultano attualmente presenti circa 800 navi, di cui oltre la metà impegnate nel trasporto di greggio e prodotti raffinati. La ripresa regolare dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenta una condizione necessaria per una stabilizzazione duratura dei mercati energetici, mentre eventuali segnali di escalation militare verrebbero interpretati negativamente dagli operatori. Nonostante le aperture diplomatiche, nella mattinata di mercoledì sono proseguiti attacchi iraniani verso diversi Paesi della regione, a conferma della fragilità del contesto. Sul fronte dei mercati, queste dinamiche si sono tradotte in un rapido riprezzamento del rischio: le quotazioni di Brent e WTI hanno registrato un calo a doppia cifra (tra il -13% e il -15%), riflettendo uno scenario percepito come meno estremo rispetto ai giorni precedenti, ma ancora caratterizzato da elevata incertezza. I prezzi dell’energia restano significativamente al di sopra dei livelli pre-conflitto, riflettendo un premio per il rischio geopolitico ancora incorporato nelle quotazioni.

 

USA: lo shock energetico inizia a riflettersi sui prezzi, Fed in bilico

Le recenti dinamiche sui prezzi energetici hanno già iniziato a trasmettersi ai dati macroeconomici, in particolare negli Stati Uniti. L’indice ISM manifatturiero di marzo (52,7 vs 52,3 atteso) segnala un’accelerazione significativa della componente relativa ai prezzi pagati dalle imprese (78,3 vs 70,5 a febbraio), ai massimi da metà 2022, evidenziando un aumento dei costi di produzione. Questo avviene in un contesto in cui la componente occupazionale rimane debole (48,7 vs 48,8 precedente), indicando una domanda di lavoro ancora incerta nel settore industriale. Un quadro simile si osserva anche nell’ISM servizi (54,0, inferiore al 54,9 atteso), in calo per la prima volta negli ultimi sei mesi, nonostante la componente nuovi ordini (60,6 vs 56,8) sostenga il dato. Anche in questo caso, la componente dei prezzi pagati (70,7 vs 67,0 atteso) evidenzia un’accelerazione superiore alle aspettative, mentre quella occupazionale risulta particolarmente debole (45,2 vs 51,0 atteso).

Sul fronte del mercato del lavoro, il dato più recente evidenzia la creazione di 178.000 nuovi posti di lavoro (attesi 65.000), seppur accompagnata da una revisione al ribasso del dato di febbraio (da -92.000 a -133.000), con segnali di fragilità sottostante. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,3% (vs 4,4% atteso), ma con un tasso di partecipazione in calo. Il quadro è quindi quello di un mercato del lavoro stabile e per certi versi tendente alla debolezza (l’ultimo JOLTS evidenzia 0,91 offerte di lavoro per disoccupato), situazione che permette di ipotizzare una minor pressione inflazionistica sui salari a tendere.

In ambito di politica monetaria rimarrà quindi centrale la differente priorità che la Fed darà ai suoi due mandati (piena occupazione e stabilità dei prezzi) e che guiderà le prossime mosse, con l’incognita del possibile nuovo governatore Kevin Warsh a partire da maggio. Il dato sull’inflazione statunitense atteso per venerdì sarà determinante per valutare l’entità della trasmissione dello shock energetico all’economia.

 

Europa: inflazione trainata dall’energia, BCE prudente

In Europa, le letture preliminari dei dati sull’inflazione di marzo hanno mostrato una prima accelerazione sui dati generali (+2,5% a livello di Eurozona, vs +1,9% a febbraio), come da attese guidati pressoché interamente dalle componenti energetiche. Più positive invece le letture dei dati core, con quello per l’Eurozona che si è attestato al +2,3% (vs +2,4% atteso), in lieve calo su febbraio, grazie alla debolezza della componente relativa ai servizi. Il messaggio della BCE è stato di prudenza, invitando i mercati a non reagire eccessivamente prezzando un rialzo già ad aprile, eventualità sul tavolo ma relegata a scenari più estremi e scomposti. L’intenzione sembra quindi quella di voler guidare i mercati più a parole che con atti concreti, visto anche il profilo di crescita debole (con alcune recenti revisioni al ribasso) per l’area, su cui una politica monetaria più restrittiva graverebbe ulteriormente.

 

Italia: inflazione contenuta e segnali di debolezza nei servizi

In Italia, il dato armonizzato sull’inflazione di marzo si è attestato a +1,5% (leggermente inferiore alle attese), beneficiando da un lato delle misure introdotte dal governo per il contenimento dei prezzi del carburante dal 19 marzo , dall’altro dalla fine delle olimpiadi che ha contribuito ad un’inflazione sui servizi in marcato rallentamento (dal +3,9% di febbraio al +2,9% di marzo). In calo anche l’indice PMI italiano relativo ai servizi di marzo (48,8 vs 50,9 atteso), che ha mostrato una pressione sui costi principalmente legata a carburante ed energia, sebbene con alcune differenze tra i vari comparti.

 

Outlook: inflazione e geopolitica al centro dell’attenzione.

Guardando alla settimana corrente, oltre al chiaro focus sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, il dato sull’inflazione USA di venerdì rimane l’evento macroeconomico più osservato per meglio comprendere gli impatti di trasmissione dello shock energetico all’economia statunitense. Prima di questa, in pubblicazione dei verbali Fed relativi alla riunione di marzo da cui potrebbero emergere spunti sulle priorità e sul dibattito interno dell’istituto. Da monitorare anche le aste a 10 e 30 anni dei Treasury, recentemente sotto pressione per i timori inflazionistici.

 

 

Giorgia Cococcioni

BC Communication

giorgia.cococcioni@bc-communication.it

+39 366 2363331

Corso Sempione, 8 – 20154 Milano

www.bc-communication.it

 

Ai sensi del D.L.196 del 30/06/2003 e Reg. UE 2016/679 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Il mittente non rilascia alcuna garanzia e declina qualsivoglia responsabilità relative al contenuto, all’esattezza e alla completezza del messaggio ovvero inerenti cambiamenti intervenuti dopo l’invio o altri rischi conseguenti dalla trasmissione elettronica ect. BC Communication garantisce la massima riservatezza dei dati in proprio possesso e la possibilità di richiederne la comunicazione, la cancellazione, l’aggiornamento, la rettifica e l’integrazione secondo quanto disposto dall’Art. da 15 a 22 del Reg. EU2016/67 scrivendo a info@bc-communication.it.

This message, for the Law 196 dated 06/30/2003 and Reg. EU 2016/679, may contain confidential and/or privileged information. If you are not the addressee or authorized to receive this for the addressee, you must not use, copy, disclose or take any action based on this message or any information herein. If you have received this message in error, please advise the sender immediately by reply e-mail and delete this message. The sender does not give any warranty or accept liability as the content, accuracy or completeness of sent messages and accepts no responsibility for changes made after they were sent or for other risks which arise as a result of e-mail transmission etc. BC Communication ensures to respect the confidentiality of the Personal Data in its possessions and guarantees the possibility to request its access, erasure, update, rectification and integration in accordance with the provisions of the Art. from 15 to 22 of EU Regulation 2016/67, by written request to the address: info@bc-communication.it

 

Easy News television
Easy News Channel
ARTICOLI RECENTI