Verona, 2 febbraio 2026 – L’evoluzione della domanda alimentare è sempre più orientata da criteri valoriali, che integrano la dimensione ambientale con quella sociale, etica e culturale. Proprio per questo, consumatori e cittadini guardano con sempre maggiore attenzione a prodotti legati a un’origine territoriale definita, a processi produttivi trasparenti e a relazioni di fiducia con chi produce.
Muove da queste premesse l’innovativo Progetto R.A.D.I.C.I. (Rete Agroalimentare per la Difesa dell’Identità, del Cibo e dell’Innovazione), che grazie alla costituenda Comunità del Cibo della Lessinia mira a rafforzare e valorizzare tali valori in una visione di sistema e nell’ottica di tutelare la biodiversità, le risorse genetiche a rischio di estinzione e i numerosi prodotti agroalimentari tradizionali del territorio, andando al contempo a sostenere la redditività delle imprese agricole del Veronese attraverso la promozione della filiera corta.
Il progetto, che vede come capofila la Confederazione Produttori Agricoli-Copagri – organizzazione professionale agricola presente sull’intero territorio nazionale, dove conta centinaia di migliaia di associati – coinvolge decine di aziende agricole del Veronese e ha numerosi partner di carattere pubblico e privato, fra i quali spiccano l’Università degli studi di Verona e i Comuni di Sant’Anna d’Alfaedo, Erbezzo e Roverè Veronese, senza contare la Pro Loco Sant’Anna d’Alfaedo e l’Associazione per la Promozione e la Tutela della Pecora Brogna della Lessinia.
La presentazione a Fieragricola
L’iniziativa sarà presentata giovedì 5 febbraio, a partire dalle ore 15:00 presso l’area talk dello spazio espositivo della Copagri a Fieragricola (padiglione 3 stand C4), durante la conferenza stampa “La Comunità del Cibo della Lessinia tra biodiversità e territorio”, che si svolgerà alla presenza di numerosi sindaci del territorio e di aziende agricole partecipanti.
Ai lavori, ai quali è stato invitati a partecipare il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, interverranno, fra gli altri, la consigliera della Regione Veneto Claudia Barbera, il professor Giuseppe Nocella, docente dell’Università degli studi di Verona, l’imprenditrice agricola Sara Contin, il perito agrario Giuliano Menegazzi, referente del progetto R.A.D.I.C.I., e i presidenti della Copagri Tommaso Battista e della Copagri Veneto Carlo Giulietti. La conferenza stampa sarà preceduta da uno show cooking a base di prodotti del territorio.
Le Comunità del Cibo
Le “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, così come definite dalla legge 194/2015, sono percorsi di aggregazione locali derivanti da accordi tra enti pubblici e privati, quali agricoltori, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità, esercizi commerciali e di ristorazione, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare. Tutti questi attori si impegnano nella realizzazione di attività funzionali alla valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, del patrimonio naturale, paesaggistico, storico-culturale e delle risorse ambientali, attraverso iniziative di sensibilizzazione della popolazione, di valorizzazione delle aziende agricole e delle produzioni agroalimentari locali e di promozione di comportamenti atti a tutelare la biodiversità.
La biodiversità della Lessinia
La Lessinia – stupendo altopiano situato prevalentemente in provincia di Verona e parzialmente nelle province di Vicenza e Trento – vanta un patrimonio unico di risorse naturali e culturali che si basa su una incredibile biodiversità genetica, portatrice di ricchezza sia in termini biologici che sociali. Tale biodiversità genetica e agroalimentare si è sviluppata dalla relazione che la popolazione nel tempo ha creato con la natura per superare le difficoltà del territorio montano e trarre beneficio dalle caratteristiche e dalle qualità delle risorse naturali.
In tale ottica, tutelare le risorse genetiche in via di estinzione, i prodotti derivati e le produzioni agroalimentari tradizionali significa mantenere viva la storia che la popolazione locale ha vissuto, preservare modalità di produzione e lavorazione che si sono consolidate nel tempo e trasmettere alle generazioni future non solo le risorse naturali stesse, ma anche i saperi e gli stili di vita locali. Sono, infatti, i valori storici e socioculturali che tali risorse trasmettono che oggi possono creare nuove possibilità di valorizzazione di mercato e far superare quelle sole logiche economiche che possono invece andare a ridurre la biodiversità.
Gli animali a rischio estinzione e i prodotti agroalimentari tradizionali
La Lessinia ospita un patrimonio agro-zootecnico di rilevante valore strategico e culturale, che comprende razze animali locali a rischio di estinzione, come l’ovino Brogna e i bovini Rendena e Grigio Alpina, fondamentali per la conservazione della biodiversità zootecnica, per la continuità delle pratiche pastorali di montagna e, di riflesso, per la tutela della dimensione storica, sociale e ambientale.
Senza contare le positive ricadute sulla tutela dei prodotti derivati dalle risorse genetiche a rischio di estinzione (formaggio Misturin, ragù di Pecora Brogna e salame di Pecora Brogna), le quali esprimono pienamente il concetto di valorizzazione culturale basata su metodi di produzione artigianali e di preservazione di qualità autentiche in grado di veicolare le caratteristiche del territorio e della sua storia, unite alla genuinità delle produzioni. Idem dicasi per i Prodotti Agroalimentari Tradizionali-PAT fortemente radicati nella cultura gastronomica locale, quali il Salame di Verona, la Soprèssa di Verona, il Formaggio Nostrano Veronese e gli Gnocchi della Lessinia, che oltre a costituire delle espressioni emblematiche del sapere contadino e dell’identità territoriale, consolidano le radici storiche della Lessinia nel territorio circostante.
Con il Progetto R.A.D.I.C.I., e soprattutto con la costituenda Comunità del Cibo della Lessinia, si contribuirà significativamente e concretamente a migliorare e incrementare la sostenibilità economica di queste produzioni, preservandone al contempo il valore ambientale, storico e sociale.