EDO RONCHI, TROPPO POCHE, COSI’ RISPONDE ALL’APPELLO DI CHI TEME PER IL PAESAGGIO


RINNOVABILI: EDO RONCHI, TROPPO POCHE, COSI' RISPONDE ALL'APPELLO DI CHI TEME PER IL PAESAGGIO


Invece che assediati da una “proliferazione di impianti eolici industriali e da distese di pannelli fotovoltaici a terra, come sostengono i firmatari dell'appello contro il diffondersi di impianti rinnovabili, in Italia siamo in ritardo e abbiamo pochi impianti.

Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile,risponde così in modo critico all’appello che chiede alle associazioni ambientaliste di interrompere il loro sostegno alle rinnovabili

Per rispettare il nostro target europeo -dice Ronchi- dovremmo raddoppiarli: da 43,5 GW di impianti solari e 13,6 GW di impianti eolici nel 2025, a 28 GW di eolico e 79 GW di solare nel 2030. Gli impianti eolici e fotovoltaici esistenti impegnano uno 0,2% del territorio nazionale, non inquinano e possono essere accompagnati da misure per tutelare e aumentare la biodiversità.

La tutela dei paesaggi, di reale e particolare pregio, in Italia è consolidata e non derogata nell’iter autorizzativo di tali impianti. “La decarbonizzazione ha bisogno di tante soluzioni diverse- affermano i firmatari di questo appello – e non certo solo di sterminati campi fotovoltaici e pale eoliche.” Il benaltrismo, a fronte di una crisi epocale come quella climatica che ci sta duramente colpendo con l’ondata di calore in corso, andrebbe accuratamente evitato. Quali sarebbero queste “tante soluzioni diverse”? Per decarbonizzare la produzione di elettricità in Italia serviranno- in previsione della maggiore penetrazione elettrica nella mobilità, negli usi sia civili sia industriali – fino a 150-200 GW di rinnovabili, con impianti che occuperanno lo 0,6-0,8% del territorio italiano.

Sarà necessaria una quota significativa di eolico per la diversa stagionalità della produzione rispetto al solare; saranno necessari anche impianti solari a terra per ragioni di costi e di sostenibilità economica della transizione. “L’Italia non è una superficie da sfruttare. È un luogo unico al mondo per tesori ambientali e culturali… Sareste disposti a bruciare la Gioconda per ottenere energia?” -scrivono in questo appello. Pensiamo, in nome dell’unicità del nostro territorio, di poter continuare a mancare i nostri obiettivi di decarbonizzazione, a installare meno di un terzo delle rinnovabili della Germania? Accostare il sostegno alla decarbonizzazione basata sullo sviluppo delle rinnovabili ad un vandalismo stupido, al “bruciare la Gioconda per produrre energia “è una conferma, fastidiosa, della debolezza delle argomentazioni di questi critici delle rinnovabili.

 

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