ARTE E VIOLENZA DOMESTICA
Lunedì 30 marzo una conferenza con visita guidata all'opera di Silvia Giambrone
La violenza di genere abita i luoghi in cui viviamo, le case in cui ci addormentiamo, informa le relazioni intorno a noi e gli oggetti che ci circondano. La riflessione sulla violenza di genere è centrale nella pratica di Silvia Giambrone, artista che indaga con lucidità il tema dell'addomesticamento e delle dinamiche di controllo nello spazio domestico. Attraverso video, performance, fotografia, ricamo e scultura, Giambrone esplora l'assuefazione alla violenza come dimensione nascosta e normalizzata del quotidiano familiare e delle relazioni.
Lunedì 30 marzo dalle 17.00 in Sala Meeting Roomdel complessoBeato Pellegrino– via Beato Pellegrino 28, Padova –Greta Boldorini, curatrice della prima collezione femminile e femminista dell'Università di Padova, invita il pubblico ad unincontro di approfondimento sulla pratica artistica di Silvia Giambrone, capace di trasformare il quotidiano in testimonianza di sopraffazione e resistenza. Introduce e modera Federica Stevanin, docente di arte contemporanea del Dipartimento dei Beni Culturali.
A seguire visita guidata all'opera di Giambrone Mirror n 12negli spazi della Biblioteca Beato Pellegrino e all'installazione diffusa Arte femminile e infanzia. Le artiste nelle biografie del progetto BIBI.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Silvia Giambrone(Agrigento, 1981) è una delle artiste italiane della nuova generazione più sensibili alle riflessioni sulla violenza, sulle discriminazioni di genere e le pratiche e politiche del corpo. Vive e lavora tra Roma e Londra; collabora con la galleria Richard Saltoun di Londra, lo Studio Stefania Miscetti di Roma, Prometeo Gallery di Milano. Tra le partecipazioni espositive più significative si ricordano: Sexually Explicit Content, (PAC, Milano, 2023); Io dico io (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2021); Hall of Shadows, commissionato da Mariagrazia Chiuri per la sfilata Dior FW2021 (Reggia Versailles, Francia 2021).
L’iniziativa è parte della rassegna 8 marzo diffuso – Donne nella cultura: un ciclo di incontri promosso dai Musei Civici di Padova e dal Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Padova per comprendere e valorizzare il ruolo delle donne nella cultura tra dialoghi, approfondimenti, visite e performance.
Scopri gli altri appuntamenti:https://ilbolive.unipd.it/it/eventi/donne-cultura-2026.
“Silenzi eloquenti”è la collezione di arte contemporanea dell’Università di Padova dedicata alla produzione artistica femminile. Il progetto, realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea Ministero della Cultura, individua nelle biblioteche universitarie i luoghi deputati alla trasmissione e conservazione della cultura e di un sapere solo apparentemente neutro e universale: le opere delle artiste, che hanno riflettuto e lavorato sulla violenza e sulla disparità di genere, vanno a scardinare queste false certezze, generando fruttiferi cortocircuiti.
Quattro le biblioteche Unipd fino ad oggi coinvolte, con altrettante opere:
la biblioteca Beato Pellegrino (via Beato Pellegrino, 28 – Padova), con l’opera di Silvia Giambrone Mirror n. 12;
la biblioteca centrale di Ingegneria (via Leonardo Loredan, 20 – Padova), con l’opera di Mirella Bentivoglio Struttura simbolica (L’Ovo di Gubbio);
la biblioteca centrale di Psicologia (via Venezia, 12/2 – Padova), con l’opera di Mirella Bentivoglio La scrittura del silenzio;
la biblioteca di Ingegneria dell’informazione “Someda” (via Giovanni Gradenigo, 6/A – Padova), con l’opera di Mirella Bentivoglio Analisi semiologica – La “fattura” per non pensare, una donazione delle eredi dell’artista in memoria di Giulia Cecchettin.





