Approvata all’unanimità la proposta di legge per la proroga delle graduatorie concorsuali regionali al 2027. La norma, che vede come primo firmatario il capogruppo Pd, Stefano Minerva, insieme a tutti i capigruppo di maggioranza, stabilisce che le graduatorie in scadenza nel 2025 e nel 2026 devono includere tutte quelle comprese nell’intero anno, anche se già prorogate. La norma si estende agli enti strumentali, alle agenzie regionali e alle aziende del Servizio sanitario. L’obiettivo è semplice: evitare interpretazioni ambigue, garantire pari diritti agli idonei e permettere alla pubblica amministrazione di continuare ad assumere senza perdere tempo e risorse.
“Non possiamo permetterci di sprecare competenze già selezionate mentre gli uffici pubblici sono in difficoltà – ha detto Minerva. Questa è una scelta di buon senso, che rafforza la pubblica amministrazione e dà risposte concrete ai cittadini. Parliamo di migliaia di persone, di lavoratrici e lavoratori che, anno dopo anno, hanno garantito servizi fondamentali, di giovani laureati che hanno investito studio, energie e speranze in un percorso pubblico, di famiglie che hanno costruito la propria stabilità su queste opportunità, spesso precarie ma essenziali. Senza un intervento immediato, tutto questo rischia di interrompersi bruscamente. Penso ai lavoratori dell’ARIF impegnati nella lotta agli incendi, professionalità preziose, che ogni estate difendono il nostro territorio e che oggi rischiano di restare fuori, non per mancanza di bisogno ma per mancanza di tempo nelle procedure. Per questo proponiamo la proroga delle graduatorie al 2027. Siamo chiari, questa deve essere l’ultima proroga. Il nostro obiettivo resta una nuova stagione di concorsi, trasparenti, accessibili, capaci di valorizzare merito e competenze, offrendo finalmente stabilità soprattutto alle nuove generazioni. Ma oggi dobbiamo dare una risposta concreta, dobbiamo scegliere se lasciare sole queste persone o assumerci la responsabilità di accompagnarle in una fase di transizione. Io credo che la politica serva esattamente a questo, a non voltarsi dall’altra parte”.
“Ritengo doveroso – ha aggiunto De Santis – riconoscere che il lavoro fatto negli anni passati ha consentito di compiere uno sforzo importante per la stabilizzazione all’interno delle agenzie della Regione Puglia perché fino a dieci anni fa c’erano pletore di lavoratori precari fuori dai nostri palazzi. Non numeri ma persone, vite, famiglie. Adesso è un tempo diverso e dobbiamo provare a tenere insieme la necessità di garantire il lavoro a chi è precario a quella di bandire nuovi concorsi, compreso anche quello dei dirigenti della regione Puglia che non si svolge dal 2009. È un tema estremamente rilevante che come Partito Democratico continueremo ad affrontare con grande serietà e responsabilità posto che intervenire sulla precarietà incide inevitabilmente anche sulla qualità della macchina amministrativa regionale”.
“Si tratta di un intervento che, pur nella sua natura tecnica, assume un valore tutt’altro che secondario nel contesto amministrativo ed elettorale – ha concluso Vurchio. Un provvedimento che interviene su un tema molto sentito, quello della validità e della gestione delle graduatorie concorsuali. Per questo abbiamo ritenuto necessario riconoscere a questa norma un carattere di interpretazione autentica, proprio per rispondere a un’esigenza concreta: superare i dubbi applicativi e le letture difformi emerse negli ultimi mesi. Questo intervento richiama anche tutti noi a una riflessione più ampia, la necessità di programmare meglio il fabbisogno di personale e di rendere sempre più ordinati, trasparenti ed efficienti i percorsi di accesso alla pubblica amministrazione. In definitiva, si tratta di un provvedimento che rafforza una responsabilità precisa, rendere più chiaro, stabile e funzionale un settore strategico come quello del personale pubblico, che merita attenzione, serietà e piena condivisione.”