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ANNO XXIII Numero 351 05/03/2026 |
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| Pubblicato in Bari | ||
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Blocco fondi Fesr. Cera a Decaro: “La Puglia non cresce come raccontate. Non vorrei che i pugliesi vi ricordassero per tasse al massimo, ospedali chiusi e porte sbarrate alle imprese” |
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“Non vorrei che i pugliesi si ricordassero di questa stagione politica per tre cose: tasse regionali al massimo, reparti e ospedali chiusi per coprire il buco della sanità e porte sbattute in faccia alle imprese”. È quanto dichiarato dal consigliere regionale Napoleone Cera intervenendo oggi in Commissione Bilancio, nel corso della seduta dedicata alla sospensione delle nuove istanze relative agli avvisi regionali finanziati con risorse del programma FESR-FSE 2021-2027, alla presenza del Presidente della Regione Antonio Decaro.
Nel suo intervento Cera ha evidenziato come la decisione della Regione di sospendere improvvisamente l’accesso alle misure per le imprese rischi di generare ulteriore incertezza economica in una fase già complessa per il sistema produttivo pugliese.
“Ho detto al Presidente Decaro – ha spiegato Cera – che probabilmente è stato sfortunato a trovarsi a governare in un momento storico difficile, in cui alcuni settori fondamentali stanno attraversando una fase di crisi: penso alla sanità e al sistema delle imprese. Ma proprio per questo servirebbero scelte che rafforzino la fiducia e sostengano chi investe, non decisioni che aumentano l’incertezza”. “ Mentre la Regione- ha detto ancora Cera- può decidere di bloccare un avviso con una delibera nel giro di un giorno, le imprese programmano gli investimenti mesi prima, sostenendo costi e assumendosi rischi economici.
“Le aziende pianificano, assumono impegni finanziari, costruiscono progetti. Non possono trovarsi all’improvviso davanti a una porta chiusa. Le imprese non sono un interruttore che si accende e si spegne”.
Cera ha inoltre replicato alle dichiarazioni del Presidente della Regione sui presunti dati positivi di rilancio dell’economia pugliese, richiamando i dati ufficiali della Banca d’Italia pubblicati nel giugno 2025: “I numeri raccontano una realtà diversa da quella che viene descritta”, ha detto
Secondo i dati citati, il Pil della Puglia sarebbe cresciuto dello 0,5% nel 2024, meno del Mezzogiorno (0,9%) e meno della media nazionale (0,7%); l’occupazione sarebbe invece aumentata dello 0,9%, con un tasso di disoccupazione pari al 9,3%.
“La Puglia cresce meno del resto del Sud, meno dell’Italia e meno di quanto servirebbe. Le imprese fanno fatica, i giovani continuano ad andare via, i consumi rallentano e il Pnrr, nonostante il suo enorme potenziale, procede ancora troppo lentamente”.
Per il consigliere regionale la priorità deve essere quella di ricostruire un clima di fiducia tra istituzioni e sistema produttivo. “Chi crea lavoro non può essere trattato come un numero di protocollo. La politica deve dare stabilità, non improvvisazione”, ha concluso
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