Agenzia nr. 148 – Xylella fastidiosa ST1. Scatigna : “Necessario un approccio scientifico e normativo efficace e rapido per non commettere i gravi errori del passato”

 
ANNO XXII
Numero 148
23/01/2025
Pubblicato in Bari

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Xylella fastidiosa ST1. Scatigna : “Necessario un approccio scientifico e normativo efficace e rapido per non commettere i gravi errori del passato”

 

 “Da giorni, sempre più agricoltori, mi stanno manifestando la loro preoccupazione rispetto alla nuova variante di Xylella fastidiosa ST1 il cui focolaio è stato individuato a Triggiano. Ho acceso i fari su un problema che rischia di diventare un dramma socio economico e produttivo in un territorio che vive di viticoltura e che inizia ad essere sotto attacco da una piaga letale per i vigneti con grave nocumento per l’uva da tavola”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Scatigna, che stamane è intervenuto nel corso dell’audizione sul tema da lui richiesta nei giorni scorsi all’assessore Pentassuglia. “C’è già chi promette ingenti somme di indennizzo senza nemmeno sapere se vi sia una certa individuazione della pianta infetta da Xylella fastidiosa ST1 che, a norma della determina dirigenziale n.188 del 12/12/2024 e del regolamento europeo 1201/2020, prevederebbe l’espianto anche dei vigneti nel raggio di 50 metri dalla pianta infetta. A tal proposito – spiega Scatigna – è bene sottolineare che lo stesso regolamento all’articolo 7 in tema di estirpazione usa l’avverbio “immediatamente” per cui tali piante avrebbero dovuto essere tolte già da aprile 2024 mentre ormai, adesso, sarebbe un intervento tardivo. Va aggiunto che nel caso specifico del territorio di Triggiano-Noicattaro, l’Osservatorio Fitosanitario della Regione prevede di non toccare l’ecosistema delle Lame San Giorgio e Giotta che, in quanto zone protette, non sarebbero soggette né ad aratura né a trattamenti fitosanitari diventando così un serbatoio del batterio. Nel mentre, invece, prevede l’estirpazione di vigneti posti ai loro bordi e per le stesse l’Osservatorio prevede di circondare le aree con siepi per non far volare la “sputacchina”. E se per l’olivo era stata rilevata in Salento una malattia del disseccamento rapido, per i tendoni di uva da tavola si intende procedere con un espianto nei 50 metri anche di piante negative e asintomatiche, senza alcuna malattia rilevata, solo sulla base della positività di qualche pianta senza sintomi. Quel che è certo – conclude Scatigna – è che si sono tanti piccoli produttori, che non sono rappresentati dalle associazioni di categoria, che vivono con angoscia per l’investimento fatto che rischia di andare in fumo, per una tradizione secolare che rischia di morire, per il futuro di tante famiglie che lavorano nel comparto viticolo. Non si possono e non si devono ripetere gli errori commessi sulla Xylella che ha devastato gli ulivi mettendo in ginocchio l’economia di intere zone della nostra regione e bisogna avere un approccio alla materia scientifico e normativo in tempi ragionevolmente rapidi evitando qualsivoglia forma di caos. Ringrazio l’assessore all’Agricoltura Pentassuglia e il dott. Infantino in rappresentanza di Arif per l’attenzione al tema e per la volontà mostrata di affrontare questa battaglia per fornire le migliori risposte possibili ai viticoltori e alle loro istanze”, conclude Scatigna.

 

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