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I lavori della VI Commissione, presieduta dalla consigliera Annagrazia Angolano, hanno riguardato l’audizione richiesta dai coordinatori dell’USB Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato Coordinamento Cinema e Audiovisivo, Vincenzo Lauricella e Luigi Piepoli, della dirigenza dell’assessorato alla Cultura e dell’Assessorato allo Sviluppo Economico e del Direttore di Apulia Film Commission Antonio Parente, in merito all’emergenza occupazionale e sociale per le professioniste e i professionisti del cinema operanti in Puglia. Lo scenario nazionale: il CCNL di riferimento “addetti alle troupes dipendenti da case di produzione cinematografica” è fermo al 1999. Salvo alcuni accordi (2003, 2009, 2012, 2018) non è mai stato rinnovato. L’impianto normativo e contrattuale resta quello del 1999. Dopo 26 anni il CCNL non riconosce le nuove figure della digitalizzazione, ha dei minimi retributivi obsoleti che hanno dato luogo ad una contrattazione, di fatto, individuale e con paghe settimanali. I Lavoratori contrattano la propria paga direttamente con la produzione sul set variando il proprio compenso da progetto a progetto. Con la stessa modalità vengono contrattate le maggiorazioni (es. straordinario). Anche le norme sull’orario di lavoro, oggi disciplinate dal d.lgs. 66/2003, non sono state recepite. Le turnazioni di lavoro, soprattutto in occasione delle produzioni internazionali, di norma possono superare le 10-11 ore giornaliere consecutive. Il lavoro è inoltre segnato da una forte discontinuità legata alla durata delle produzioni. I Lavoratori possono sottoscrivere molteplici rapporti di lavoro nel corso dell’anno (anche 24 datori di lavoro diversi). La maggior parte dei lavoratori può coprire solo il 60-70% delle settimane contributive dell’anno, compromettendo sensibilmente la copertura contributiva necessaria al futuro pensionamento. Il comparto è oggi ulteriormente in difficoltà per il taglio del tax credit determinato dall’ultima manovra finanziaria che dal miliardo di euro precedentemente concesso, ha limitato a soli 610 Mln circa i fondi destinati alle produzioni. Una scelta di governo che colpisce un settore già fragile e dipendente dal sostegno pubblico (criticità confermate anche da ANICA). In questo già compromesso scenario nazionale, i rappresentanti dell’USB hanno sottoposto oggi ai commissari una relazione statistica sullo stato del lavoro e della previdenza nel settore cinematografico in Puglia dal 2024 ad oggi. I dati, raccolti nel maggio 2026, delineano uno scenario di emergenza occupazionale e sociale per i professionisti del cinema in Puglia. Il passaggio dal 2024 al 2026 ha visto liquefarsi il volume di giornate contributive, lasciando quasi il 40% della forza lavoro locale a secco di contratti sul territorio nell’anno corrente, con l’elevato e concreto rischio di perdita dell’anno contributivo. L’assenza di tutele percepite nei confronti delle produzioni e la paura latente di ritorsioni professionali in caso di proteste aggravano il quadro psicologico e sindacale del comparto. Su proposta della presidente Angolano si è quindi deciso di costituire un tavolo di crisi immediato tra i rappresentanti dei lavoratori, la Regione Puglia e l’Apulia Film Commission per approfondire e analizzare la questione, ricercare nuove soluzioni per eventualmente riformare i criteri di assegnazione dei fondi pubblici (legandoli a maggiori incentivi di assunzione e tutela delle maestranze locali) e implementare ammortizzatori sociali specifici per la discontinuità tipica del cinema.
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