Agenzia nr. 1372 intese, De Santis: “Si rompe un patto di cittadinanza, non permetteremo al Governo di calpestare il Sud e la Costituzione” 

 
ANNO XXIII
Numero 1372
01/07/2026
Pubblicato in Bari

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Pre-intese, De Santis: “Si rompe un patto di cittadinanza, non permetteremo al Governo di calpestare il Sud e la Costituzione” 

Una dichiarazione del consigliere regionale e segretario del PD, Domenico De Santis

“Le osservazioni evidenziate ieri nel corso dell’audizione del consigliere dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, Giampaolo Arachi, in audizione davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato per l’esame degli schemi di intesa sull’autonomia differenziata di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, hanno evidenziato la permanenza di tutte le criticità già evidenziate dalla Corte Costituzionale. E sono osservazioni allarmanti.  

Arachi, infatti, oltre ad avere ribadito che le quattro Regioni hanno presentato richieste identiche, su medesime funzioni e motivazioni coincidenti, ha sottolineato che la documentazione delle regioni non fornisce elementi sufficienti, oggettivi e prestabiliti, come richiesto dalla Corte Costituzionale, a dimostrazione che il trasferimento delle funzioni produca effettivi vantaggi. Ma soprattutto, secondo l’Ufficio di Bilancio, c’è il rischio che tali intese sviluppino dinamiche competitive e amplifichino i divari soprattutto in ambito sanitario, delle professioni e della previdenza, e un potenziale contenzioso costituzionale senza, d’altro canto, assicurare benefici.  

A questo si aggiunga la premura espressa dalla Ragioniera generale dello Stato, Daria Perrotta, a prevedere meccanismi di equità e perequativi. Il suo suona come un monito a fare attenzione alle possibili differenze tariffarie in ambito sanitario e alle relative ricadute sulla mobilità sanitaria. 
Insomma, l’ennesima prova dello strappo che il Governo sta portando avanti in un Paese che, ora più che mai, avrebbe bisogno di restare unito, solidale, di non sgretolare i principi su cui si fonda. E invece Calderoli tira dritto con suo disegno “spacca-Italia” che è diventato una specie di crociata a tutti i costi. 

Le diseguaglianze saranno esasperate e i territori fragili lo saranno ancora di più, mandando in frantumi il principio stesso di coesione sociale.  

E poi le menzogne, come quella di limitare l’autonomia ad alcune funzioni e non a materie regolamentate dai LEP, che lo Stato deve assicurare su tutto il territorio nazionale. Ma come si può parlare di Protezione Civile, Professioni, tutela della Salute e Previdenza ritenendo che non si tratti di materie che incidono direttamente sui diritti di cittadinanza più importanti? Senza considerare che, sulla determinazione dei LEP, il Governo Meloni è orientato a mantenere la spesa storica, conservando, quindi, con essa, anche gli attuali divari.  
Chi governa non capisce che non è possibile togliere ancora, non garantire le risorse necessarie, come avvenuto sulla Sanità. Servono maggiori risorse e garanzie al Paese. 

Così, invece, si rompe un patto di cittadinanza: al principio di sussidiarietà subentrerà la competizione fra Regioni e chi non ce la farà, resterà indietro. Indovinate chi? Le regioni del Sud, anche quelle governate dal centrodestra. Le Regioni più performanti si prenderanno la forza lavoro, i pazienti da curare e i medici con cui farlo, fisseranno “gabbie previdenziali” e l’Italia sarà, tutta, più povera, meno equa, meno se stessa, spogliata dei suoi principi fondanti. 
Questo non si può consentire, questa deriva va fermata, non permetteremo al Governo di calpestare il Sud e la Costituzione.

Crediamo che vada fatto tutti insieme, con le popolazioni, le parti sociali, le forze politiche, anche di centrodestra che, nel Mezzogiorno, deve dimostrare onestà intellettuale e avere il coraggio di contrastare questo disegno disgregativo». 

 

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