![]() ![]() | ANNO XXIII Numero 1359 30/06/2026 | |
| Pubblicato in Bari | ||
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Ricci di mare, Minerva: “Difendere il mare senza lasciare sole le famiglie dei pescatori. Una legge fondata sulla scienza e sul dialogo” | ||
“Questa è una legge che nasce da un percorso di confronto serio con il mondo della ricerca, con le istituzioni e con i pescatori. Un confronto che ci ha portato a comprendere come la tutela del riccio di mare debba continuare perché gli studi dell’Università hanno dimostrato che la pressione esercitata dai pescatori professionisti non è stata la causa della diminuzione della specie. Le ragioni sono molto più complesse e riguardano l’intero ecosistema marino”. Così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Stefano Minerva, commenta l’approvazione della legge che proroga fino al 2029 le misure di tutela del riccio di mare e introduce un nuovo modello di gestione fondato sul monitoraggio scientifico e sulla partecipazione dei pescatori professionisti. “Allo stesso tempo – prosegue Minerva – era doveroso correggere alcune criticità emerse nell’applicazione della normativa. In questi anni il fermo biologico ha finito per penalizzare soprattutto i pescatori regolari, titolari di licenza, mentre chi operava illegalmente ha continuato a farlo. È un paradosso che non potevamo ignorare”. Per il capogruppo del Partito Democratico il valore della legge sta proprio nella capacità di tenere insieme tutela ambientale e salvaguardia del lavoro. “Per questo – aggiunge – considero importante il lavoro svolto dall’assessore Paolicelli e dal presidente della Commissione che hanno accolto le richieste avanzate dalle parti sociali e dagli stessi pescatori. Con questa legge riconosciamo ai professionisti un ruolo attivo nella tutela del mare coinvolgendoli nei monitoraggi scientifici insieme all’Università e prevedendo il ristoro economico per gli anni di fermo. Abbiamo inoltre voluto che all’interno del tavolo tecnico-scientifico fosse garantita una presenza qualificata del mondo della pesca, con cinque rappresentanti delle associazioni di categoria, perché chi vive il mare ogni giorno possa contribuire, insieme alla comunità scientifica e alle istituzioni, alle scelte sul futuro della risorsa”. “Siamo stati rassicurati – conclude – sulla rapida convocazione del tavolo tecnico che, sulla base dei dati scientifici raccolti, valuterà eventuali riaperture controllate in specifici periodi e aree del territorio garantendo sia la salvaguardia dell’ecosistema sia la continuità lavorativa delle imprese della pesca. È questo l’equilibrio che cercavamo: difendere il mare senza lasciare sole le famiglie che vivono di questo lavoro. Per queste ragioni il Partito Democratico ha espresso voto favorevole a una legge che coniuga sostenibilità ambientale, ricerca scientifica e tutela del lavoro, dimostrando che la buona politica è quella che ascolta, approfondisce e costruisce soluzioni condivise”. | ||




