Agenzia nr. 1341 – Economia della Puglia, FdI: il governo Decaro e la sua maggioranza raccontano una Puglia che non esiste, ci sono criticità che penalizzano la vita dei cittadini

 
ANNO XXIII
Numero 1341
30/06/2026
Pubblicato in Bari

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Economia della Puglia, FdI: il governo Decaro e la sua maggioranza raccontano una Puglia che non esiste, ci sono criticità che penalizzano la vita dei cittadini

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, a nome del gruppo, ha illustrato in Consiglio perché il voto contrario alla Nota di aggiornamento al DEFR 2026-2028

“Il centrosinistra deve pulire meglio l’obiettivo con il quale fotografa lo stato di salute dell’economia della Puglia. Oggi in Consiglio regionale durante la discussione della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale 2026-2028 gli interventi dei colleghi consiglieri di maggioranza illustravano una Puglia che non esiste, ma soprattutto senza una vera visione sul futuro. Per questo motivo Fratelli d’Italia non poteva che votare contro, perché l’analisi della situazione l’abbiamo fatta in modo analitico, proprio perché potesse essere la più oggettiva possibile, perché è interesse di tutti capire le criticità e individuare una programmazione economico-finanziaria più aderente alla realtà.
“Andiamo per capitoli, ponendo delle domande alle quali non abbiamo mai avuto risposte, nonostante sollecitate:
“CRESCITA E OCCUPAZIONE: le previsioni di crescita per il triennio 2026-2028 sono realistiche o sovrastimate? 
“VINCOLI DI FINANZA PUBBLICA: quanta reale ‘capacità di spesa autonoma’ è rimasta alla Regione Puglia, al netto dei vincoli nazionali ed europei? 
“BENESSERE E SOSTENIBILITA’: la Puglia è tra i fanalini di coda. Ad esempio è 16esima per l’Obiettivo 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni solide), con un valore inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. Questo posizionamento così basso su legalità, efficienza istituzionale e sicurezza è la dimostrazione delle carenze gestionali e della debolezza della macchina burocratica della Regione, gestita dal centrosinistra da più di 20 anni.
“SANITA’ E SOCIALE: e qui veniamo alla vera nota dolente. La spesa sanitaria assorbe l’85% del bilancio della Regione, e nella Nota vengono declinati gli obiettivi di efficienza del sistema sanitario pugliese. Ma sono obiettivi realistici, considerato che – nei primi tre mesi del 2026 – risulta già un deficit sanitario di 90 milioni, e che se non si inverte la rotta ci ritroveremo con altri 350 milioni di buco a fine anno? 
“Nella Nota, invece, il governo e il campo largo che lo sostiene tenede a minimizzare i problemi strutturali della sanità e parlate di ‘obiettivi strategici’, ma analizzando le tabelle tecniche degli indicatori di base emergono molte ombre.
• POSTI LETTO RSA: appena 39,3 posti per 10mila abitanti, a fronte dei 69,1 della media nazionale. C’è un gap di quasi 30 punti (-29,8) rispetto all’Italia. Ciò dimostra una grave carenza nelle strutture protette per anziani e non autosufficienti.
• POSTI LETTO DAY HOSPITAL: la Puglia offre 2,2 posti per 10mila abitanti, a fronte dei 3,7 del Mezzogiorno e dei 3,4 della media italiana.
• POSTI LETTO DI DEGENZA ORDINARIA: il valore è di 28,9 per 10mila abitanti, mentre la media italiana è di 30,3.
• ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) AGLI ANZIANI: la percentuale in Puglia si ferma al 2,4%. Questo valore non solo è inferiore alla media nazionale (3,8%), ma è significativamente più basso della media delle altre regioni del Mezzogiorno (3,4%). Se consideriamo che la Puglia è tra le regioni italiane con l’invecchiamento demografico più marcato, con 1 pugliese su 4 con un’età di oltre 65 anni, è chiaro il fallimento nella presa in carico degli anziani a domicilio. 
• CARENZA DI PERSONALE MEDICO: voi dite di aver speso 188 milioni nel 2025, quindi più di metà del buco, per il PERSONALE SANITARIO. 22 milioni per gli straordinari, 18 milioni per prestazioni aggiuntive, 44 milioni per l’adeguamento al contratto collettivo nazionale del lavoro, 104 milioni per nuove assunzioni, ma i dati comparativi mostrano che la Puglia è sotto la media nazionale. MEDICI: in Puglia ce ne sono 4 medici per 1.000 abitanti mentre la media nazionale e del Mezzogiorno è di 4,2 medici per mille abitanti.
“Quindi, è evidente, i conti non tornano… L’abbiamo detto e ripetuto: se non si individuano le voci che hanno fatto schizzare DAVVERO la spesa lo scorso anno – al di là di quello che andate raccontando per provare ad insabbiare la vostra cattiva gestione della sanità, e puntare il dito come sempre contro il Governo Meloni e l’inflazione – non cambierà niente, se non in peggio. Ecco perché continuiamo a chiedere una Commissione d’Indagine. Se tutto – come dite – è stato REGOLARE, perché non avete il coraggio di accettare che la spesa sanitaria del 2025 venga passata al setaccio?”
 
 

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