Agenzia nr. 1307 – Scalera: “Il Just Transition Fund è un’occasione irripetibile, ma senza risorse sui bandi PIA e MINIPIA Taranto, si rischia di perdere un’altra opportunità”

 
ANNO XXIII
Numero 1307
26/06/2026
Pubblicato in Bari

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Scalera: “Il Just Transition Fund è un’occasione irripetibile, ma senza risorse sui bandi PIA e MINIPIA Taranto, si rischia di perdere un’altra opportunità”

Nota del consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (Lega).

“Oggi, nel corso dei lavori della IV Commissione consiliare dedicati allo stato di attuazione del Just Transition Fund e agli strumenti PIA e MINIPIA Taranto è emersa con chiarezza una realtà che non può essere sottovalutata: allo stato attuale non risultano disponibili risorse da destinare ai prossimi bandi PIA e MINIPIA Taranto.
Una situazione che desta forte preoccupazione e che impone un’assunzione di responsabilità da parte della Regione. Il Just Transition Fund rappresenta uno degli strumenti più importanti messi a disposizione dei territori chiamati ad affrontare la difficile sfida della transizione industriale, ambientale ed economica. Taranto è stata giustamente individuata come area prioritaria, ma questa priorità deve tradursi in misure concrete e immediatamente operative. 
Le risorse europee sono un’opportunità solo se saremo capaci di spenderle bene e soprattutto nei tempi previsti. Accolgo con favore l’impegno assunto dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico a rivedere i codici ATECO – ha proseguito Scalera – in vista della pubblicazione dei futuri bandi.
È una richiesta che il territorio avanzava da tempo e che va nella direzione di rendere gli strumenti più aderenti al tessuto produttivo dell’area ionica. Tuttavia, la revisione dei codici, da sola, non basta. Se mancano le risorse finanziarie, il rischio è quello di costruire bandi perfetti sulla carta ma incapaci di produrre investimenti, occupazione e sviluppo. 
La riconversione economica del territorio deve coinvolgere tutte le filiere produttive. Sarebbe un errore gravissimo continuare a escludere il comparto della ricettività, rinunciando a uno dei principali strumenti di diversificazione economica di cui Taranto dispone. Allo stesso modo occorre garantire piena attenzione alle imprese impegnate nelle bonifiche ambientali, nella carpenteria metallica, nelle manutenzioni industriali, nell’ingegneria, nei servizi tecnici collegati al risanamento del SIN, nei servizi portuali e nelle attività retroportuali.
Il Porto di Taranto rappresenta una delle più importanti infrastrutture economiche del Mezzogiorno e può diventare uno dei pilastri della transizione energetica e produttiva dell’intera area ionica. Per questo motivo ogni scelta sui bandi dovrà essere coerente con una strategia di sviluppo ampia e lungimirante.
Le imprese hanno dimostrato di essere pronte a investire e a fare la propria parte. Adesso tocca alle istituzioni garantire strumenti finanziari adeguati, procedure tempestive e regole che rispondano realmente alle esigenze del territorio. Taranto ha già pagato un prezzo altissimo in termini economici, sociali e ambientali. Non possiamo permetterci di perdere un’altra occasione. È il momento delle decisioni e dei fatti. Il territorio non intende più aspettare”./comunicato

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