Agenzia nr. 1296 – Decreto scavi, Capone: “Chi rompe paga. Basta deroghe che danneggiano i comuni”

 
ANNO XXIII
Numero 1296
25/06/2026
Pubblicato in Bari

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Decreto scavi, Capone: “Chi rompe paga. Basta deroghe che danneggiano i comuni”

Una nota della presidnete della V Commissione, Loredana Capone

“Dalla Commissione è emersa con chiarezza una criticità che accomuna amministrazioni locali di ogni colore politico: gli effetti del Decreto Scavi e le conseguenze che i lavori per la posa di infrastrutture, come la banda ultra larga, pur essenziale per le nostre comunità e da me fortemente voluta quando ero assessora allo sviluppo economico, stanno producendo sulle nostre strade.
Il principio deve essere semplice e non negoziabile: chi rompe paga.

Oggi, invece, una deroga prevista dalla normativa consente che, dopo gli interventi di scavo, non venga garantito il completo rifacimento delle carreggiate interessate. Una situazione che lascia ai Comuni il peso di strade deteriorate anche quando hanno rifatto le strade da poco più di un anno. E questo  costringe gli enti locali a reperire risorse aggiuntive per ripristinare condizioni di sicurezza e decoro.

Dopo che peraltro le risorse erogate a comuni e province dal Governo per le strade si sono andate riducendo sempre di più negli ultimi anni. Tanto che nella scorsa legislatura la Regione si è vista costretta ad andare in supplenza con centinaia  di milioni di euro a favore dei comuni pur non avendo competenza specifica sul tema 

Per questo raccogliamo l’appello dei sindaci e chiediamo al Governo di intervenire aumentando il basket è modificando il Decreto Scavi. Non è accettabile che, a fronte di opere strategiche e necessarie, il costo delle conseguenze ricada sulle comunità locali.

C’è inoltre un altro aspetto che merita attenzione: è necessario verificare che attività di tale rilevanza non vengano realizzate attraverso un ricorso sistematico ai subappalti, con il rischio di ridurre il livello di controllo sulla qualità degli interventi eseguiti e  la sicurezza dei lavoratori

Questa non è una battaglia politica. Non esistono bandiere di partito quando si parla della sicurezza delle strade, della tutela dei territori, della sicurezza delle persone  e delle risorse dei Comuni. È una questione di buon senso e di rispetto delle comunità.

Se non si interviene sulla normativa, continueremo ad assistere al paradosso di amministrazioni costrette a contestare nuovi scavi su strade appena riqualificate, con spreco di risorse pubbliche e disagi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il principio del “chi rompe paga” torni ad essere applicato senza eccezioni”.

 comunicato
 

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