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ANNO XXIII Numero 1272 24/06/2026 |
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| Pubblicato in Bari | ||
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Direttore Responsabile: Laura Sutto Redazione: Via Gentile, 52 – 70124 Bari – Tel 080.540.62.28 Posta Elettronica: ufficiostampa@consiglio.puglia.it – Sito Web: http://www.consiglio.puglia.it Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003 |
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Just Transition Fund, Scalera: “Basta con rinvii e attese inutili. Necessario per chi crea lavoro, bonifica il territorio e costruisce il futuro” |
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Nota stampa del consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (Lega)
“Taranto non può permettersi di perdere neppure un euro delle risorse del Just Transition Fund. Sarebbe un fallimento politico e istituzionale che il territorio non merita e che nessuno può permettersi di sottovalutare. Ho depositato una mozione che impegna il governo regionale ad intervenire sull’Avviso “Pacchetti Integrati di Agevolazione Taranto – MiniPiaTaranto” per renderlo più efficace, più aderente alla realtà economica locale e maggiormente capace di trasformare le risorse europee in investimenti concreti, occupazione e sviluppo. Il JTF (Just Transition Fund) rappresenta una straordinaria opportunità per accompagnare Taranto fuori da decenni di dipendenza industriale e criticità ambientali. Tuttavia, se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea ed evitare il rischio di disimpegno delle risorse, dobbiamo avere il coraggio di correggere ciò che oggi non funziona.
Alcune filiere produttive strategiche per il futuro dell’area ionica continuano a essere sottovalutate o penalizzate da criteri che non sempre riflettono le reali esigenze del territorio. Penso alle imprese che operano nelle bonifiche ambientali, nella carpenteria metallica, nelle manutenzioni industriali, nell’ingegneria e nei servizi tecnici collegati al risanamento del Sin (sito di interesse nazionale) di Taranto. Sono aziende che ogni giorno lavorano sul campo per la riconversione ambientale e produttiva del territorio, ma che spesso vedono i propri investimenti valutati con parametri eccessivamente sbilanciati verso aspetti formali di innovazione digitale, senza adeguatamente valorizzare il peso degli investimenti produttivi, tecnologici e impiantistici.
La mia proposta interviene anche sul comparto turistico e ricettivo. Non esiste alcuna seria strategia di diversificazione economica che possa prescindere dal turismo. Per questo chiediamo di valutare l’inserimento della Divisione ATECO 55 relativa alle attività di alloggio, consentendo l’accesso agli incentivi per il recupero del patrimonio edilizio esistente, per il restauro, il risanamento conservativo e l’efficientamento energetico delle strutture ricettive, escludendo invece qualsiasi utilizzo speculativo delle risorse pubbliche. Particolare attenzione va riservata anche alla logistica sostenibile e al sistema portuale. Il porto di Taranto è uno degli asset più importanti del Mezzogiorno e dell’intero Mediterraneo. È incomprensibile non valorizzare pienamente gli investimenti destinati all’elettrificazione delle attività operative, alla riduzione delle emissioni, alla modernizzazione ecologica delle infrastrutture e ai processi di smart porting.
Se parliamo di transizione, il porto deve essere protagonista. Vi è, altresì, la necessità di chiarire l’ammissibilità di mezzi d’opera specializzati, attrezzature e laboratori mobili utilizzati nelle attività di monitoraggio e bonifica ambientale, nonché di verificare l’estensione dell’ammissibilità ad alcune attività di trasporto strettamente collegate alla movimentazione dei materiali derivanti dalle operazioni di risanamento.
La mia mozione non chiede deroghe né scorciatoie. Chiede semplicemente che il JTF venga utilizzato fino all’ultimo euro per sostenere chi realmente investe, assume, innova e contribuisce alla rinascita economica e ambientale di Taranto.
Le risorse europee devono diventare cantieri, posti di lavoro, bonifiche, turismo, logistica sostenibile e nuove opportunità per le imprese. Non possiamo accettare che criteri eccessivamente rigidi o interpretazioni restrittive finiscano per rallentare un processo che il territorio attende da troppo tempo. La transizione giusta non si realizza con gli slogan, ma finanziando le imprese che hanno progetti concreti, valorizzando le eccellenze produttive del territorio e mettendo Taranto nelle condizioni di vincere la sfida del cambiamento. Il tempo delle attese è finito. Adesso servono decisioni rapide, coraggiose e concrete”./comunicato
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