Resta al palo il ddl Pmi con le norme anti-caporalato per la filiera fashion. Il casus belli sono stati gli articoli dal 26 al 30 del disegno di legge per le piccole e medie imprese, che avrebbero istituito una certificazione di conformità per le filiere moda, con il corollario di uno ‘scudo penale’ per le aziende committenti qualora emergessero irregolarità, come i casi di caporalato nella rete di fornitori e subfornitori recentemente saliti agli onori della cronaca.