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di seguito e in allegato inviamo il commento “Costruire valore nel lungo periodo: perché il reddito fisso è tornato protagonista“ a cura di Eric Souders, Director e Portfolio Manager della strategia Absolute Return di Payden & Rygel.
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Giulia Franzoni
Costruire valore nel lungo periodo: perché il reddito fisso è tornato protagonista
· Il reddito fisso rappresenta una risorsa fondamentale nella costruzione di un portafoglio equilibrato e orientato al lungo periodo, grazie al suo contributo in termini di ritorno sul capitale investito, diversificazione e resilienza nelle varie fasi di mercato
· Si tratta di una classe di attivi estremamente ampia, che comprende titoli governativi, societari e cartolarizzati di differenti regioni e settori, ognuno con il proprio profilo di rischio-rendimento
· Nessuna obbligazione è completamente priva di rischi: anche i titoli di Stato, percepiti come sicuri, possono perdere valore quando i tassi di interesse aumentano o quando l’inflazione erode i rendimenti reali. Per questo, la gestione attiva è fondamentale per ottenere un’allocazione equilibrata, in grado di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato
· Il reddito fisso dimostra la sua versatilità sia in contesti di tassi in calo, con apprezzamento del capitale, sia in fasi di rialzo, quando strumenti a breve termine o a tasso variabile aiutano a preservare il capitale e mitigare la volatilità
· Oggi il reddito fisso appare un’occasione di investimento più interessante rispetto a gran parte dell’ultimo decennio: i rendimenti restano superiori alla media e offrono una base reddituale più solida e un cuscinetto contro la volatilità
A cura di Eric Souders, Director e Portfolio Manager della strategia Absolute Return di Payden & Rygel
28 novembre 2025 – Il reddito fisso rappresenta una risorsa fondamentale nella costruzione di un portafoglio equilibrato ed orientato al lungo periodo, grazie al suo contributo in termini di ritorno sul capitale investito, diversificazione e resilienza nelle varie fasi di mercato.
Anzitutto, si tratta di una classe di attivi estremamente ampia: gli investitori possono accedere a titoli governativi, societari e cartolarizzati, di differenti regioni e settori, ognuno con il suo profilo di rischio-rendimento. Una grande varietà che consente al reddito fisso di agire in modo complementare rispetto ad azioni e strumenti alternativi, riducendo il rischio complessivo e generando flussi continuativi. Tra gli strumenti che rientrano nell’universo obbligazionario vi sono: liquidità, titoli di Stato, bond societari investment grade, bond high yield, debito dei mercati emergenti e prodotti strutturati come titoli garantiti da ipoteche commerciali e titoli garantiti da attività. La liquidità è fondamentale per la stabilità del portafoglio, ma detenerne una quota eccessiva può penalizzare i rendimenti a lungo termine. Inoltre, molti degli strumenti elencati se, da un lato, sono in grado di offrire diversificazione e reddito, dall’altro espongono gli investitori a sensibilità ai tassi, deterioramento del credito, inflazione e, in alcuni casi, fluttuazioni valutarie. I titoli di Stato sono in genere gli strumenti più liquidi e presentano un rischio di credito inferiore, ma rimangono esposti al rischio tassi e inflazione; i bond high yield e il debito dei mercati emergenti offrono rendimenti potenziali più elevati, ma con una maggiore volatilità del credito e valutaria, mentre i prodotti strutturati danno solitamente accesso ad esposizioni differenziate ed opportunità di rendimento, ma sono meno liquidi. In ogni caso, è bene sottolineare che nessuna obbligazione è completamente priva di rischi: anche i titoli di Stato, percepiti come sicuri, possono perdere valore quando i tassi di interesse aumentano o quando l’inflazione va ad erodere i rendimenti reali. La combinazione di vantaggi e criticità rende evidente l’importanza di una gestione attiva per ottenere un’allocazione equilibrata, in grado di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.
Il reddito fisso dimostra la sua versatilità sia in un contesto di tassi di interesse in calo, con le obbligazioni a più lunga durata che possono offrire un significativo apprezzamento del capitale, sia, viceversa, nei periodi di tassi in aumento, quando gli strumenti a più breve termine e a tasso variabile possono aiutare a preservare il capitale e a mitigare la volatilità. Più in generale, la performance delle obbligazioni è legata alla crescita dell’economia, all’inflazione e alla politica monetaria, fattori che garantiscono che il reddito fisso rimanga sia una fonte di reddito affidabile sia un efficace contrappeso al rischio azionario. Per quanto riguarda la sensibilità ai tassi di interesse, dal momento che le obbligazioni pagano cedole fisse, è bene ricordare che i loro prezzi sono correlati in modo inversamente proporzionale ai tassi di riferimento: un calo dei tassi porta ad un apprezzamento dei titoli già emessi e viceversa, con le obbligazioni a più lunga scadenza che mostrano maggiore sensibilità ai prezzi. Tuttavia, per i titoli di Stato, che presentano un rischio di credito minimo, il calo dei tassi si traduce tipicamente in un aumento dei prezzi, mentre per le obbligazioni corporate anche il motivo che ha portato al calo dei tassi rientra nell’equazione: se i rendimenti diminuiscono a causa di attese di crescita più lenta o di un rischio di insolvenza più elevato, gli spread creditizi possono ampliarsi, andando a compensare o, addirittura, ad invertire l’impatto positivo di tassi di base più contenuti.
A livello geografico, crescita relativa, dinamiche inflazionistiche e politiche economiche sembrano più favorevoli per alcuni mercati emergenti, mentre le economie sviluppate continuano a fronteggiare sfide legate al rallentamento della crescita e all’evoluzione dello scenario politico. Negli Stati Uniti i venti contrari derivanti dai dazi e dall’indebolimento del mercato del lavoro continuano a costituire i principali ostacoli per la crescita, invitando alla cautela nelle esposizioni a più alto rischio e rafforzando al contempo il ruolo del reddito fisso di qualità come stabilizzatore di portafoglio.
Ad oggi il reddito fisso appare un’occasione di investimento più interessante rispetto a quanto lo sia stata in gran parte dell’ultimo decennio: i rendimenti restano al di sopra della media a cinque e dieci anni, creando una base reddituale più solida e un cuscinetto contro la volatilità. Al tempo stesso, gli spread creditizi sono inferiori alla media, il che suggerisce una compensazione limitata per il rischio di credito in alcuni segmenti, sottolineando l’importanza della selettività, in particolare nelle aree più vulnerabili al raffreddamento della crescita o alla riaccelerazione dell’inflazione.
In conclusione, le vicende degli ultimi anni hanno reso ancora più urgente la necessità di rivedere i tradizionali modelli di portafoglio ed ampliare la gamma di strumenti di investimento, ma, allo stesso tempo, hanno ribadito la centralità del reddito fisso, in grado di rappresentare un elemento di stabilizzazione e un’opportunità di rendimento all’interno del portafoglio.
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Payden & Rygel
Con circa 160 miliardi di dollari in gestione, Payden & Rygel è tra le più grandi società indipendenti di consulenza finanziaria a livello mondiale, specializzata nella gestione attiva di portafogli obbligazionari e azionari. Payden annovera tra i suoi clienti banche centrali, fondi pensione, fondazioni e società, a cui offre una gamma completa di strategie di investimento, attraverso mandati di gestione e fondi domiciliati negli Stati Uniti e in Europa. Con sede a Los Angeles, la società ha uffici anche a Boston, Londra e Milano. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.payden.com.
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