Comunicato Stampa
Sforzini (Rinascimento, Team Vannacci Pavia): “Von der Leyen parla di Agenda Verde e Intelligenza Artificiale, ma dimentica cultura e identità. Così l’Europa diventa un guscio vuoto”
Castello di Castellar Ponzano, 25 settembre 2025 – Ursula von der Leyen rilancia da Bruxelles le priorità strategiche dell’Unione Europea per il prossimo ciclo politico: transizione verde, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali. Ma ancora una volta, nella visione della Commissione europea la parola “cultura” scompare, così come ogni riferimento all’identità e alle radici comuni del continente.
«È la fotografia di un’Europa che ha smesso di chiedersi chi è e perché esiste – attacca Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano, fondatore del movimento Rinascimento e ispiratore dei primi team Vannacci nelle province di Pavia ed Alessandria. Se il futuro dell’UE è solo un algoritmo e una batteria al litio, allora il progetto europeo è già morto: perché senza cultura non c’è civiltà, e senza civiltà non c’è politica.»
Per Sforzini, l’approccio di Bruxelles è tecnocratico e pericolosamente riduttivo: «La Commissione parla come un’azienda e pensa come un centro di ricerca, ma dimentica che l’Europa non è un mercato né un laboratorio tecnologico: è una comunità storica, fatta di radici, valori, simboli condivisi. E una comunità che smette di trasmettere se stessa è destinata a diventare terreno di conquista per chi quelle radici non le ha mai dimenticate.»
Sforzini denuncia una deriva precisa: l’UE investe miliardi per l’Agenda Verde e per l’Intelligenza Artificiale, ma continua a destinare briciole alla scuola, alla cultura, alla tutela del patrimonio, alla formazione storica e civica delle nuove generazioni. «È come costruire un grattacielo su fondamenta di sabbia – prosegue Sforzini –. Senza identità comune, ogni progetto tecnologico sarà fragile, ogni politica climatica sarà imposta dall’alto e non condivisa. Non esiste sovranità digitale senza sovranità culturale.»
Per invertire la rotta, Sforzini propone un vero patto politico europeo sull’identità e la cultura, con tre punti chiave:
– Un Fondo strategico per la sovranità culturale europea, al pari dei fondi destinati all’energia e all’IA.
– Una Carta delle Radici comuni, da adottare come documento politico vincolante e riferimento per ogni decisione comunitaria.
– Un grande programma europeo di educazione storica e civica, per trasmettere la civiltà europea alle nuove generazioni, rafforzare il senso di appartenenza e integrare gli immigrati di prima e seconda generazione dal punto di vista culturale.
«Von der Leyen sogna un’Europa “smart” e sostenibile – conclude Sforzini – ma senza cultura e identità sarà solo un guscio efficiente e vuoto, facile da riempire con i valori di altri. L’Europa non può limitarsi a inseguire i modelli di Pechino: deve tornare a essere un modello alternativo, consapevole della propria storia e capace di guidare il mondo proprio perché diverso».

