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di seguito e in allegato inviamo il commento “Usa: segnali d’allarme dal mercato del lavoro”, a firma di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel.
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Usa: segnali d’allarme dal mercato del lavoro
A cura di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel
4 agosto 2025 – Gli ultimi dati sul mercato del lavoro statunitense mostrano un tasso di disoccupazione ancora relativamente contenuto, al 4,2%, ma la crescita occupazionale si sta indebolendo e crediamo che il trend sia destinato a proseguire. Il crollo dei rendimenti dei Treasury a 2 anni di venerdì indica che, probabilmente, gli investitori hanno prestato troppa attenzione alla questione dell’inflazione e poca ai segnali di rallentamento del mercato del lavoro, così che ora hanno realizzato di dover ribilanciare i portafogli e aumentare la duration.
Dalla lettura dei dati, si può notare un parallelo con quanto accaduto la scorsa estate, quando la Fed era attesa effettuare un taglio dei tassi d’interesse già in luglio, ma poi è intervenuta solo a settembre, con la differenza che il contesto odierno appare ancora più debole. Nel primo semestre, la crescita sottostante del Pil Usa si è attestata verosimilmente intorno all’1%, contro il 2,5-3% dello stesso periodo del 2024. Anche la crescita dei posti di lavoro è più fiacca: se guardiamo al solo settore privato, l’anno scorso la media era di 130.000 nuove unità in più al mese, oggi siamo intorno alle 80.000. Trovare un nuovo impiego dopo un licenziamento negli Usa richiede più tempo e questo porterà ad un graduale aumento del tasso di disoccupazione. E con il rallentamento dell’occupazione, c’è da chiedersi se un tasso sui Fed Funds al 4,50% sia giustificato oppure se la Fed debba invertire la rotta e avvicinarsi al 3%.
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