MODELLI VIRTUALI
OLTRE A PARLARNE SI “VEDE” DOVE NASCONO
Al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova incontro aperto al pubblico e
visita al Laboratorio di simulatori di guida dinamici e al Laboratorio di sonologia computazionale
I modelli virtuali, negli ultimi decenni, hanno smesso di essere semplici strumenti di analisi per trasformarsi in ambienti interattivi, in cui l’uomo non è più solo osservatore, ma parte attiva e integrata del sistema. Questa transizione, che coinvolge ambiti diversi dell’ingegneria dell’informazione, porta l’esperienza umana al centro dello sviluppo delle tecnologie, che vengono modellate per rispondere ai comportamenti, ai bisogni percettivi e alle capacità espressive dell’uomo.
Sarà questo il tema dell’incontro L'interazione tra l'uomo e i modelli virtuali che si terrà giovedì 12 giugno dalle ore 14.30 in Aula Ke del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione in via Giovanni Gradenigo 6b a Padova e che fa parte del ciclo di incontri “Dal modello all’applicazione – Un viaggio tra scienza, tecnologia e visione” promosso dal dipartimento. A seguire, sono previste le visite al Laboratorio di simulatori di guida dinamici e al Laboratorio di sonologia computazionale. Dopo i saluti introduttivi di Gaudenzio Meneghesso, direttore del Dipartimento di Ingegneria dellʼinformazione, Flavio Seno, direttore del Dipartimento di Fisica e astronomia, e di Mattia Veronese, DEI, intervengono Mattia Bruschetta e Sergio Canazza docenti sempre del Dipartimento di Ingegneria dellʼinformazione.
Partendo dal tradizionale uso offline dei modelli veicolari come strumenti puramente analitici, Mattia Bruschetta ne illustra la trasformazione grazie ai simulatori dinamici: il modello diventa un ambiente interattivo che “vive” delle decisioni e delle reazioni del guidatore. Questa nuova simbiosi uomo–modello permette di misurare non solo prestazioni tecniche, ma anche aspetti percettivi e comportamentali, restituendo un quadro più fedele della guida reale. Di conseguenza, il seminario evidenzia come questa dinamica possa potenziare lo sviluppo di veicoli, affinare i protocolli di test e accrescere la sicurezza stradale, mettendo il guidatore al centro dell’esperienza simulata.
Sergio Canazza propone invece una riflessione sull’evoluzione della figura del musicista nell’era dell’intelligenza artificiale, con cenni all’intreccio di saperi – tra musica e ingegneria dell’informazione – da cui è nato a Padova il Centro di Sonologia Computazionale nel 1957. Le opere musicali del Centro utilizzano da sempre modelli virtuali del suono e modelli fisici di antichi strumenti opportunamente sensorizzati, per trasmettere messaggi di pace, di apertura e dialogo tra saperi, lingue e culture.
L'evento, che rientra nel progetto di terza missione Modelli, è aperto al pubblico.
Per partecipare è necessaria l'iscrizione.


